Welcome to our community

Be a part of something great, join today!

  • Hey all, just changed over the backend after 15 years I figured time to give it a bit of an update, its probably gonna be a bit weird for most of you and i am sure there is a few bugs to work out but it should kinda work the same as before... hopefully :)

3 project from italy

Maicol_Borghetti

Well-known member
Joined
Jan 17, 2008
Messages
106
Reaction score
0
Points
0
Website
www.maicolborghetti.com
Hello I'm Maicol Borghetti from italy (Tuscany, Viareggio)
I'm very proud to share with you my last projects just completed.
The first one is about a road safety campaign, this is just a demo,
I made it for myself, no clients for this spot and I will like to give it
to any interested association for free. I call it "SPOT BEAUTY"
I shot this one with a 50mm 1.8 nikon lens.

http://www.maicolborghetti.com/video/sicurezza.mp4

The other two shorts are cut out for a feature film I'm just planning in
my mind... I'm playing around with some mood that I will like to be in the movie. I
call this project "35mm portrait" like if I use the red one instead of the photocamera to make an intimate portrait.
the short are called "CAPIRE" and "NOWHERE"
For this project I have used a leica 35mm 1.2

http://www.maicolborghetti.com/video/capire.mp4

http://www.maicolborghetti.com/video/nowhere.mp4

you can take a deep look to my works such as photographer and artist
at my site www.maicolborghetti.com (more video and two documentary on the
video/cinema page)

or you can take a look also to our studio at www.studiosumatra.com
more project done with the red one.

I await for your comments.
ciao!
Maicol Borghetti
 
va bene dai, sparo qualche commento

sicurezza

la moda di mettere una musichetta su tutto, ad ogni costo, anche su pure e semplici comunicazioni, mi indispone. E' un fatto naturale. Quando una persona ti parla, non c'è colonna sonora. Basta, con l'inquinamento sonoro; basta, con le colonne sonore su ogni cosa. Ne ho le balle piene.

per il resto, il concetto, anche se messo in ombra dalla ricerca estetica - proprio come lo spot suggerisce di NON fare - è ineccepibile (ovvero: chi se ne frega che l'automobile abbia la forma dei fanali, del paraurti o delle maniglie fatta così o colà... se poi guidi come un cane e ammazzi la gente).

Però, ragionandoci sopra ulteriormente, mi è venuto in mente che, quando nella prima parte la videocamera si sofferma sui dettagli di nessuna o totalmente effimera importanza del veicolo, per come è strutturato il video, cioè in maniera speculare, non era possibile fare altrimenti. Si sarebbe persa la specularità.

Eppure, nonostante questa intrinseca perfezione della struttura del video, continuo a pensare che quel'indugiare sulle "forme di nessuna importanza" infine risulti come l'enessesimo ossequioso omaggio all'effimero che, a parole, si pretende di mettere in secondo piano.

insomma, è riuscito bene ma non mi piace. (e non per motivi estetici o capriccio, anzi come dicevo, proprio per l'ennesima di messa in scena - mettiamo in posa persino i veicoli - che almeno in un video così corto ed esseziale non avevo voglia di vedere.
Mi viene da dire: chi se ne frega anche della perfezione strutturale del video. Dì le cose con la forza e l'autorevolezza necessaria affinchè vibrino bene nei timpani e nel cervello delle persone, per una volta senza esercizi di stile.

mi dici di fare attenzione quando guido, che tutto il resto passa in secondo piano... poi mi sembra che mi vuoi vendere un prodotto. Sembra una pubblicità di un prodotto. Con tutti i luoghi comuni di ripresa e colorimetria irreali del caso.


capire

Per il momento, c'è ben poco da capire.
interessante frammento.
Qualcosa comunica. Comunica un'ansia smorzata.
Faccia del tipo un po' banale, ma non è un problema. Visto che non so niente di cosa dovrà diventare quel progetto. Spero che tu lo sappia.
colori sempre molto contrastati come le tonnellate di pubblicità e film visti e stravisti tutti i giorni ormai da anni, per la colorimetria più stancamente alla moda.

Mi sembra di capire che oggi è da gente coraggiosa fotografare le cose senza filtri, mentali o tecnologici.

se volevi farlo assomigliare a un videogioco, ci sei riuscito. E in tal caso anche molto bene.

L'ambientazione è molto interessante ed efficace nel trasmettermi un senso di estraniamento, con un gusto post-apocalittico alla Half-life 2. Questo è un risultato estremamente buono, che anzi migliora rivedendolo più volte. Anche grazie alla musica che trovo - benchè in qualche modo ma giustamente sottotono - eccezionale. E' molto potente senza essere ovvia; potente in modo apparentemente languido, in realtà abissale. Sembra introdurre un piccolo abisso.

Però guarda che gli stessi videogiochi d'altra parte stanno cominciando a usare HDR, al contrario del solito megacontrasto. Quindi con molte sfumature, che tu - che pure hai usato una Red, che è bella proprio perchè, al contrario, ha una gamma dinamica molto ampia - hai volutamente tranciato in post produzione. (Ora: purtroppo la parola "volutamente" ultimamente viene spesso ammantata di un senso di automatica liceità, del tipo che se uno dice di aver fatto una cosa "volutamente", allora è già bell'e che giustificata. Io uso la parola volutamente non in questo modo tendenzioso, ma per il suo significato unico e universale di "secondo volontà", quindi non hai scampo e la palla ora è tua: devi giustificare.)

Il risultato, prevedibilmente, sembra girato in miniDV, solo molto più pulito.
Proprio come la pubblicità e un certo genere di film che inseguono l'estetica del "digitale" (chissà poi cosa vorrà dire): o meglio, un'idea del digitale tutta loro.

Comunque sui colori ora è tutto caotico perchè ognuno ha la sue idee, che cambiano ogni momento, e nello stesso tempo, inspiegabilmente, sembrano essere tutte appiattite sul gusto dominante (Esso stesso, ovviamente, una moda).E la mia idea è che, se non si riescono a produrre giustificazioni un minimo valide, non c'è motivo di stravolgere un'immagine corrispondente alla realtà e trasformarla sempre in un incubo irreale o una visione paradisiaca. Quindi la cosa più logica è mantenere l'immagine naturale.
In fotografia, l'infanzia del giocare con photoshop è ormai superata da tempo. Nel cinema siamo all'asilo.
Adesso che c'è la Red che ha una buona gamma dinamica, ecco che tutti giocano, da spielberg (che metto in fondo) fino al piccolo sperimentatore (che metto leggermente più in alto, ma poverino più di tanto non può fare) - nello stesso modo e tutti con gli stessi risultati clonati - a spappolare l'immagine estremizzando le luci e le ombre.

Oggettivamente le mode passano (poi vengono riciclate in altre salse, come tutte le cose sepolte vengono esumate), la cosa diretta o neutra resta. Il messaggio, l'idea, libera da opinioni e influenze.

A proposito di messaggio - quello del video per ora è celato, segreto... ma ce n'è uno ben evidente ed efficace, il solito deleterio messaggio per le masse: fumate! accendetevi la sigaretta, coraggio, ecco, proprio in momenti come questi - ce ne sono tanti in una giornata - in cui siete in attesa e non sapete che fare... perchè non vi accendete una sigaretta? Che male può fare?

Fanculo. Fanculo le sigarette nei film. Che bisogno c'è di mostrare una fottuta sigaretta e una fottuta tirata, in ogni cazzo di film.
Mi dichiaro incazzato.
La scusa che sarebbe una scelta artistica mi ha proprio rotto il cazzo.
Resta il fatto che è oggettivamente non solo diseducativo, ma proprio criminale bombardare i ragazzini (pazienza per gli adulti, se sono cretini son cazzi loro) di immagini di sigarette, di pubblicità gratuita di questo vizio del cazzo, che una volta preso, non te lo levi più se non con enorme fatica e dopo anni. Schiavi della sigaretta, al punto che non possono più vivere senza. Bella merda. Cosa c'è poi di estetico nel gesto di aspirare da un tubetto e fare fumo dal naso e dalla bocca, lo sanno solo i fumatori, ma la loro opinione non ha valore perchè è di parte, la parte di uno schiavo da sigaretta.

Io penso che bisogna avere le idee chiare su cosa si possa e cosa non si possa rappresentare nei mezzi di comunicasione di massa (internet è un mezzo di comunicasione che può essere di massa o individuale a seconda che i contenuti siano gli stessi, simili o diversi tra quello che guarda Tizio e quello che guarda Caio. Se tutti guardano le stesse cose, che stia nel sito più grande del mondo o allegato in una email o in un lettore portatile, quel contenuto è di massa) avendo questi delle potenzialità mostruose.
Ancora più mostruosa e potenzialmente grande è l'emulazione, e ATTENZIONE non sto parlando qui del ragazzino che inizia a fumare perchè gli altri fumano, ma facendo un passo indietro, di chi, come te, emula i film in cui il protagonista nervoso o in ansia o annoiato, si accende una sigaretta - eccolo lì il gesto più (IN)naturale del mondo - chi fa altrettanti film in cui il protagonista emula gli attori famosi, anche lui accendendosi la sigaretta. Film piccoli copiano film grossi moltiplicando la portata dei messaggi negativi. Le immagini si moltiplicano già da sole prima ancora di arrivare al consumatore finale, che alla fine non si capisce se è "consumatore di film" - concetto tra l'altro fa anche un po' venire i brividi e che non è neanche la cosa peggiore delle due, anzi fa un po' ridere l'idea che un uomo "consumi film" come consumerebbe pane & salame o petrolio - o consumatore di tutta una serie di prodotti o usanze mostrati nei film.

Io dico, ben venga l'autocensura. Lo penso e lo dico, non solo ma anche e principalmente riguardo al fumo. Se non siamo capaci di autocensurare i nostri rutti, i (vostri) vizi, non c'è da stupirsi quando poi scoppia il bisogno collettivo di una censura d'ufficio.
Non è meglio censurarsi PRIMA, volontariamente, con spirito del dovere - dovere di dare il buon esempio?
Lo sappiamo, quanto son deficenti i ragazzini... o no? Non dirmi che non lo sappiamo. E allora...
Facciamolo per questi poveri dementi che, per quanto facciano i fichi, poi si bevono la maggior parte di quello che vedono.

Superiamo la presunzione di estetica e cerchiamo l'etica, evitiamo la rappresentazione gratuita - o ancora peggio quando è addirittura edificante o, il peggio assoluto perchè subdolo, seducente - delle cose negative, specialmente gli argomenti così sensibili, innocui manco per il c...

c'è uno scavalcamento di campo nella prima parte, effettivamente spiazza un po', il salto di visuale; ma non è che mi cago addosso per questo... in qualità di spettatore posso anche decidere che me ne sbatto allegramente, tu però che hai filmato, era meglio se risolvevi la cosa con un semplice e breve raccordo, ad esempio facendo girare la camera attorno all'attore per arrivare appunto a quella determinata posizione.
 
velocemente l'ultimo video: nowhere

(perchè quel titolo? nowhere si addice semmai all'ambientazione di "capire", non certo a questi maestosi ed eterni luoghi di montagna.
Io a volte non capisco le traiettorie dei "creativi", sembrano mancare il bersaglio con una facilità che fatico a credere, invece penso sia dovuto proprio a scelte basate su capricci. I creativi di oggi fanno più scelte arbitrarie che scelte veramente giustificate e addirittura, come invece dovrebbero essere, adeguate. Sembra quasi che tenda a ridurre il processo creativo ad aspettare che ci venga una pisciata buona e poi alla ricerca di un nome da darle, e trovarlo sfogliando un dizionario o un libro qualsiasi. E' bieco o no?)
Torniamo al video:
E' bello.
Permangono alcuni luoghi comuni per quel che riguarda la fotografia (solito contrasto, colori glaciali, immagini traballanti... che vanno per la maggiore nel cinema e in tv e dappertutto oggi ormai da anni - la moda è stanca).
Ma sono contento che dell'estetica oggi in voga, mi hai risparmiato il quarto insopportabile fattore: il montaggio epilettico.
I tagli non sono troppo veloci.
Bello. Il personaggio mi piace, è credibile, non è il solito idiota che cerca di fare il fico, che si mette in posa, con faccia seria (e pensieri effimeri); è un uomo credibile, che viaggia, anela e vuole raggiungere vette poco battute e molto elevate.
Metaforicamente ciò è già di suo bello, ma anche letteralmente lo è.
Senza bisogno di complicare alcunchè.

Riassunto di tutti e tre: interessante, buono, ottimi spunti, con alcune cose ottime e altre no.
Ottimo, se elimini le stronzate.

spero di avere fatto dei commenti utili.
 
poi, il tirare fuori una storia, possibilmente con un messaggio altrimenti che ci sta a fare, possibilmente positivo e universale, è ancora tutta un'altra impresa. Non è necessario che sia titanica. Basta che sia giusta e ben fatta.

In alternativa, semplicemente l'intrattenimento come fine. Una distrazione in più, fra tante.
Se è buona, non c'è niente di male.

La cosa fondamentale è innanzitutto non fare porcherie, e comunque non fare cose a caso. E' l'idea che guida l'azione. Ma un'idea non è esattamente un gusto intercambiabile per cui uno vale l'altro e "basta esprimersi" (è una cazzata, e che sia una cazzata dovrebbe essere più che evidente). Quando si tratta di comunicazione, specialmente di tipo univoca, la responsabilità non è mai poca.

Che fare? non so. Ripartire dalle basi della vita, del mondo, se è il caso. Anche quando sono fantastiche, le storie non possono prescindere dalla vera realtà - e non mi riferisco necessariamente a bassifondi di pappa e ciccia, anzi sarebbe buono sollevarsi anche un po' dal porcile. Ma senza banfare.
 
poi, il tirare fuori una storia, possibilmente con un messaggio altrimenti che ci sta a fare, possibilmente positivo e universale, è ancora tutta un'altra impresa. .

Principalmente la difficoltà è nella scelta di cosa dire agli altri, dare un messaggio? addirittura... è un impresa impossibile, chi siamo noi piccolissimi autori per elevarci a portatori di messaggi universali e positivi, ma ne esistono poi di universali e positivi?. preferirei domande...quelle mi sentirei di farle già meglio... Come farle poi è il divertimento stilistico e dove i mezzi come la RED ci possono aiutare a divertirci tra colorimetria e lenti....(e tante volte può anche finire li).

In ogni caso tornando ai 3 video che hai visto:
il primo è uno spot inteso proprio come formato televisivo pubblicitario dove si ricalcava appositamente il format di mettere in posa un auto in modo spettacolare per poi sottrarre alle sue forme "pubblicitarie" il messaggio sterzando, concedimelo, su un altro messaggio, non so se sia riuscito a pieno nel mio intento ma il dado è tratto e il progetto è concluso. l'idea qua c'era ed è stata portata a termine nei limiti e considerazioni che avevo pensato.

Gli altri due video che hai visto sono un altra cosa, totalmente, sono video creati per cercare/sperimentare delle sensazioni, facendosi guidare dall'istante, qualcosa penso di aver trovato, qualcosaltro no, sono progetti intimi nel senso che eravamo soltanto io e l'attore presenti per creare questi video e tutto questo da un lato rende la cosa piu semplice ma la fa anche meno approfondita a livello tecnico e cinematografico dall'altro, (o forse no! su questo avrei di che discutere). Via tutta la crew resta l'uomo con la cinepresa e un attore. Sono minuscoli progetti con tutte le limitazioni del caso, ad esempio rendo conto che avrei preferito avere i rumori del luogo invece che la musica in sottofondo, la musica aiuta a farti trovare una sensazione ma è troppo presente in questi filmati.

"Capire" è un pezzo di mezzo di un ipotetico lungometraggio quindi è sicuramente come vedere un pezzo di qualcosa senza ne capo ne coda, i colori si sono un pò troppo saturi e in ultimo con la compressione su mp4 da QT se ne è andata via una bella fetta di gamma dinamica inducendo quel contrastone esagerato che nel video che ho qua sul computer in realtà non c'è...
A riguardo invece di nowhere, quello era veramente una ricerca per me in tutti i sensi... un primo titolo era infatti perdersi o cercare qualcosa, ed effettivamente la messa in scena era ideata per fissare un uomo che va a cercare in qualche luogo, forso solo qualche suo pensiero che neppure io so.

Approfondendo da questi filmati comunque io ho ricavato molto, imparato alcune cose e sperimentate altre, e sinceramente non mi dispiace neppure l'idea di poterne fare altri cosi, pezzi di riprese girare e montate nel giro di pochi giorni che possano fissare chi viene ripreso e chi riprende in una speculare unione tra l'immagine di qua dalla cinepresa e l'immagine di la da essa in un ipotetica proiezione tra chi riprende e chi è ripreso. Ritratti in fondo.

Maicol
 
Principalmente la difficoltà è nella scelta di cosa dire agli altri

l'arte è per dire quello che sentiamo di dover dire, o no? viene dal profondo, da quello che abbiamo dentro, e non mi dire che non ci sono cose che ti premono in modo spontaneo e sincero.
Ovviamente non parlo di creatività fine a stessa, che vabe come esercizio, ma come opere presentabili, se non c'è un senso.. appunto, mancano di senso e un limite ultimo alle propri tentativi a caso, dovremmo metterlo prima o poi.
Giocare va bene, ma non può essere tutto un gioco, una distrazione, una cosa fine a se stessa.
Si può fare anche un cartone animato sulle mosche, ma se non è puro intrattenimento e vuole dire davvero qualcosa, che allora lo dica, e che non siano elucubrazioni fini a se stesse, lo specchio di una mente che vaga nel nulla di un regista che cazzeggia.

Se non sai cosa dire, non sei obbligato a dire niente.
La musica tribale africana di solito non è che vuole "dire" nel senso che potremmo intendere noi. Il suo "dire" è nel ritmo, che è un pulsare vitale. E' una cosa primitiva, e arriva subito al dunque. E' proprio questo battito ripetitivo il suo linguaggio, e non è che non dice niente. Dice! Letteralmente, dice tutto.
C'è modo e modo.
Il modo, rimane il modo.
A una certa intuizione magari ci arrivi telepaticamente.
Non confondiamo l'essere con il non essere.
Giusto?
E' sempre lì la questione.
C'è? o non c'è? quel qualcosa che vuoi dire. O stai solo banfando?

Trovo ingiusto forzarsi a produrre un video ad ogni costo
Mi sorprende però questo detto da te, che hai fatto per me qualcosa di significativo e più che valido (il video dell'uomo che cerca le vette; rasenta il sublime), lodevole (lo spot per sicurezza, col suo ragionamento ineccepibile di fare attenzione a certe priorità nella vita). Dio bono, ci sai fare.
Non farmi quindi dei discorsi del cavolo facendo mille passi indietro mettendo in discussione dei principi universali in generale, che più in generale di così non si può.
Vedi che allora, anche se nella realizzazione le sai mettere in pratica e anche bene, a livello speculativo magari non hai le idee chiare, in un dato video?

Un film a caso. Ma veramente a caso. L'insegnante va in collegio. Piuttosto che Lawrence d'Arabia.
Bhè? c'è o non c'è, quel che vorremmo ci fosse se non lo trovassimo?
Io direi che c'è.
Per semplificare - complicando, in verità - potremmo aggiungere "il perchè", nel senso: "c'è un perchè? (dell'opera che stai facendo, nell'opera stessa, insomma avrai certamente capito)"

ti pare che nel mondo ci sia tanto da stare con le mani in mano, per un artista che ha i mezzi per dire qualcosa? Che ci si possa permettere allegramente e per sempre di galleggiare senza prendere parte, anche solo a livello molto generico e distaccato se si vuole, ad esso, con un minimo di contributo, per il mondo, per gli altri, per se stessi?
Per carità, ripeto, si può benissimo decidere di fare anche solo puro intrattenimento.
Magari con qualcosa di positivo dentro, una briciola, o neutro. possibilmente non negativo.
Non fraintendere.
L'Iliade è un macello di violenza e morti ammazzati, però rimane carica di messaggi, universali e positivi. Tutti quegli elementi negativi servono per mostrare cosa succede seguendo il male. Mettere in guardia l'uomo dai suoi eccessi, insomma, boh, non sono un critico dell'Iliade ma grosso modo i messaggi sono comprensibile. Nell'arte DEVONO essere alla portata di chi riceve, altrimenti è tutto inutile.

Gli elementi negativi in questo caso come in molti altri, non sono mai un fine (dell'opera d'arte autentica e valida) - sarebbe mostruoso, altrimenti; ma sono il mezzo per arrivare all'universale, al positivo. Un racconto per l'uomo, per l'umanità. Una cosa importante. E' importante, cazzo.
Niente a che vedere con la valanga di minchiate da spettatori passivi e senza direzione che attualmente pervade la produzione artistica, i giochetti e le troiate che nascono e muoiono quando va bene, o peggio ancora le boiate prive di valore con target ben precisi suadenti e inutili.
I film italiani degli anni 60 e 70 erano intelligenti e parlavano di questo mondo, e perfino le commedie più ironiche e assurde, solitamente non si baloccavano in modo sterile, non erano affatto avvitate su se stesse, dicevano delle piccole cose vere, violente o pacifiche, volgari o fini che fossero, erano attente, non vivevano nel mondo dei sogni... o degli incubi.
erano in gran parte cose buone.
Le storie erano scritte da uomini in gamba e sensibili, non chiusi in se stessi ma aperti verso il mondo e franchi verso lo spettatore.
Pensa a tutte le commedie con Mastroianni, Sordi, Manfredi, Tognazzi. Al di là della piacevolezza di questi geniali, e appunto, perfetti interpreti,
quindi, il supporto era leggero, eppure avevano una forza di messaggi (sia in chiave positiva, cioè attivivamente o in modo propositivo, che negativa, cioè ... ma sempre con risultato e finalità positivi, non erano mai malefiche o maledette) e che oggi ci sognamo.

Volendo arrivare all'estremo e a proposito di maledizione, pensa alla molla originaria dei film orrore: avere l'orrore del male, per ristabilire il baricentro e individuare il bene, non erano fini a se stessi. Ora anche il baricentro è stato fatto fuori e si cerca solo più di colpire al cuore o alla testa lo spettatore, infierendo su questo poveraccio senza rispetto, nè per la sua intelligenza, nè per la sua morale (che comunque non dovrebbe essere solo "sua" come un atomo chiuso nel suo uovo, se non solo in minima parte, ma condivisa, di tutti, altrimenti è logico che la società è completamente disintegrata con ognuno che non ha più niente a che fare con tutto il resto se non quello o quelli che gli interessa/interessano).
ma la molla principale, lo stesso mordente, nei film dell'orrore era legato al fatto che la gente, tutta, gli spettatori, condividevano le stess paure, e soffrivano insieme, e non a caso era anche bello guardarsi questi film tremendi in compagnia.

Ecco forse il cinema dell'orrore è ancora l'unico genere che, non potendo prescindere dalle paure primordiali e universali dell'abominio, dell'assassinio, della perversione, etc, fa ancora leva sulla condivisione, sull'universalità degli spettatori, che quando guardano questi film, appunto soffrono insieme.
Alla fine trovo più positivi i film mostruosi del genere che i film senza direzione, senza uno straccio di centralità, in cui ogni fattore, attore, idea, segue la sua traiettoria sbattendosene le palle, secondo l'infinito labirinto capriccioso degli sceneggiatori, dei registi... che altrimenti non sono in grado di scrivere una storia di spessore.

Il cinema di adesso è inguardabile, se cerchi qualcosa di più che sensazioni.
Si fottano, le sensazioni.
vanno bene per l'intrattenimento, ma ripeto, anche questo penso che non debba essere avulso da questo mondo, ma mantenere il baricentro come tutte le cose.

dare un messaggio? addirittura... è un impresa impossibile

???
questa non l'ho capita

chi siamo noi piccolissimi autori per elevarci a portatori di messaggi universali e positivi,

Perchè, per portarne di negativi invece sei abbastanza grande? che discorso è.
Elevarsi no, e tuffarsi per brancolare nel buio pneumatico si?
boh. risposta arbitraria la tua.

siamo tutti piccoli autori e possiamo, eccome, fare del nostro meglio e dire qualcosa di almeno decente, utile, bello. Anche cagandoci addosso, se è il caso, ma farlo, diventare in grado di farlo, se ancora non lo siamo.

guarda, un buon pittore può fare un bellissimo quadro o uno sputo.
Un videomaker non è necessario che sia un buon pittore, in compenso basta che sappia usare sufficientemente bene una videocamera e avrà equiparabili capacità di linguaggio per fare qualcosa di buono.
Poi non tirarti indietro, perchè ho visto che i risultati buoni li ottieni.
Ti basta solo - non è poco, ma è pur sempre la base di quel che si fa, altrimenti che si fa a fare? - organizzare le idee in modo da non perdere di vista il fine, e arrivare al fine. Si chiede solo che il fine sia qualcosa di buono.
Non buono nel senso di una cosa ignobile "fatta bene". Quello non è buono. Come fa un'opera ignobile a essere buona?? Un omicidio ben eseguito è qualcosa di buono? GRAAANde inganno.
Oggigiorno scappano tutti dalla responsabilità. "basta esprimersi", e poi chissenefrega, diffondere valori negativi va benissimo, che problema c'è...
Anche solo la reiterata immagine della violenza, del sangue, ... possono accampare tutte le giustificazioni o libertà o moraleggianti che vogliono, tanto non valgono un fico secco... l'immagine seriale della violenza è disturbante e nociva, ci intossica.
 
NON FRAINTENDERE: non voglio assolutamente dire che bisogna rappresentare un mondo di zucchero filato, sarebbe comunque un'impostura ancora peggiore, che maschera le cose ignobili. Anche in molte grandi opere del passato c'è violenza. Non dico di spacciare per edificante ciò che universalmente non può dirsi edificante, tipo calpestare il prossimo. Ma neppure di spalmare merda su tutto e dire che tutto è merda (anche se la tentazione può essere forte), perchè questo sarebbe una falsità.

Non facciamo finta di non sapere, per comodità, manco quali siano le cose più di base, condivisibili ed universali di questo mondo, per favore, altrimenti nessun discorso veramente sarebbe possibile, ma solo il prendersi tutti a sassate in 6 miliardi (di subumani).

ma qualcuno trai registi ha ancora, porca vacca, degli ideali? non parlo di ideologie e fissazioni, ne di cercelli in corto circuito e in crisi che cagano le loro sentenze. Parlo di cose condivise, normali, sacrosante, basilari, vere. A giudicare dal piattume sensazionalistico e schizzato ma in definitiva ridondante e vacuo che passano in tv e al cinema, sembra che molti autori siano veramente piegati su se stessi, fino a qualche decennio fa non era così al cinema, e neppure persino nel mondo dell'arte dove già si vedeva di tutto e di più.

Madonna, che società chiusa. Si proclama tanto libera e meravigliosa a la migliore possibile, e poi è un deserto e ognuno vive nel suo mondo come un topo e straparla solo come esigenza di baloccarsi, salvo poi imporre la sua visione al prossimo come se fosse automaticamene degna di attenzione altrui. Perchè gli altri dovrebbero ascoltarci allora? Perchè dovrebbero ascoltarci, se parliamo solo la nostra lingua e non cerchiamo nemmeno quello che ci lega agli altri, l'universale che è di tutti?
Non ci interessa di essere capiti forse perchè non abbiamo niente da dire, essendo noi - mi immedesimo tra gli autori - quelli in crisi?
Non ho dubbio che gli autori siano in crisi. La mia idea più precisa è che siano anche spesso dei cretini, a giudicare dalla quantità immane di cialtronate che ci vendono.

Non dico neppure che si debba descrivere le cose in modo letterale, senza fantasia. Si può fare quello che si vuole, oggi da questo punto di vista, anche se con molte eccezioni e molti però, c'è una libertà che mai nessuno prima d'ora ha avuto (ecco, ho appena fatto un po' di merdosa retorica a cui effettivamente non credo neppure, fatta eccezione per il processo creativo e i mezzi tecnici che abbiamo a disposizione). Parlo di contenuti-contenuti, quello che fa scaturire nella mente dello spettatore un'opera d'arte.

ma ne esistono poi di universali e positivi?.

ma che dici?
da ghandi a Giovanni Falcone fino al ragazzino che salva il cane dal fiume (o viceversa), il mondo è pieno di messaggi istruttivi e più che autorevoli, cavolo, oltre a quelli spaventosi e negativi, e alla terza subdola via, il cazzeggio, che può essere veramente innocuo ma non stupido, innocuo ma stupido, finto-innocuo, fino a quello degenerato, furbo o stupido, e tutto quello che volete, da evitare possibilmente.
Persino bianca neve e i sette nani - massimo rispetto per i fratelli Grimm - mi sembra che mostrino messaggi universali più che bene e senza tanti problemi.
Non facciamo gli ignavi...

Non facciamo finta di non sapere dove sta il sole... o che luce e ombra siano la stessa cosa, magari anche indistinguibili perchè siamo ciechi e disillusi.
Fa tanto fico fare i disillusi. Ma non è una buona scusa per diventare cinici.
Intanto grazie al sole c'è vita e dove non c'è sole, va già bene se c'è del ghiaccio (uh? ho sentito un portavoce della nasa avere erezione)


preferirei domande...quelle mi sentirei di farle già meglio...

falle.
Fai bene a essere umile. Non lo si è mai abbastanza. Più si è umili, e più si riesce a capire e a fare le cose giuste perchè siamo meno concentrati su noi stessi, sui nostri presunti meriti e diritti. Hai ragione, avevo dimenticato di dirlo. Un artista deve essere assolutamente umile, altrimenti parla solo di se stesso, e non ce ne frega niente, visto che siamo degli spettatori vogliamo qualcosa che tocchi anche noi e anzi magari siamo anche un po' egoisti e pretendiamo molto, siamo tutt'altro che pazienti e perfetti.

ci possono aiutare a divertirci tra colorimetria e lenti....

Perchè no? D'accordo, ma questi dettagli, che poi, se si esagera diventano invadenti, non devono diventare una distrazione. Costituiscono il supporto materiale del linguaggio. E' come se io ti parlassi in una lingua che non conosci bene. Se vedo un prato che più che verde è blu, anzi è decisamente blù, la lettura del messaggio diventa faticosa, non risconosco più le parole (il prato), è un continuo lavoro di traduzione che devo fare per limitare l'estaniamento e arrivare a ciò che mi vuoi dire veramente. Io sono sicuro che quello che veramente volevi dirmi col video, non era che il prato fosse blu; però, ti sei lasciato prendere la mano, e QUEL messaggio è penetrato, inquinando quello principale. Ti assicuro che bastano e avanzano gli scenari ripresi, se sono quelli giusti come in effetti nei tuoi video sono, per dare già l'idea forte che emanano. Anzi, se riesci a tenere a bada questi artifici, tutto è ancora più convincente, perchè le cose interessanti del mondo reale sono così scoperte, nude, davanti ai nostri occhi.
Con quei colori finti, invece, entro subito nell'ottica dell'intrattenimento - e fidati, non mi procura nessuna eccitazione la cosa - , dell'"ok, vogliono stupirmi con qualcosa di inquietante, mamma mia che paura", col risultato che devi sforzarti ancora di più per convincermi.
Parti dal vero, per il tuo messaggio.
Se parti già da qualcosa che non esiste, da un sogno (a tinte forti o slavato che sia) - non essendo invece affatto un sogno - , è dura starti dietro. Indebolisci solo la tua pretesa di raccontare qualcosa di vero.
Di solito me ne vado.

una regia trasparente la trovo più efficace di una che mi prende per mano come se avessi 5 anni e paternalisticamente mi dice: adesso guarda qui; e poi: adesso invece guarda lassù; ecco che arriva la strega cattiva, ora devi tremare (ci mancano solo i sedili vibranti e siamo a posto, il cinema si fa mangiare dal luna park); siamo nel mare: tutto blu (porca miseria, chi l'avrebbe mai detto; peccato che il mare non sia così blu nella realtà); Siamo negli anni 30: tutto giallo. Ma che cazzoooo... E poi ancora: è notte in città: tutto blu; Ma ragazzi, qualcuno ha mai messo il culo fuori di casa la sera in città? Da Newyork a Calcutta quando mai si è vista luce blu per le strade o in camera da letto...) i soliti codici del cazzo per sintonizzare lo spettatore passivo e se mi permetti, lobotomizzato (o almeno così lo dipingono o lo vogliono), come un decoder umano. Come se altrimenti non fosse nemmeno in grado di seguire una storia dall'inizio alla fine. Ma questo è un problema di storia o produttivo, non dello spettatore, se non si è in grado di produrre qualcosa di interessante e che per essere trangugiato vive di iniezioni di effetti speciali da 4 soldi, se si regge sulle gelatine. E invece è proprio grazie a sti giochini che lo spettatore è messo in trance per un'ora e mezza e il problema di dover intrattenere sto povero pirla, con l'aggiunta del solito inseguimento, qualche proverbiale capovolgimento, e un montaggio epilettico... è già risolto: con espedienti da discoteca.
Ciao, cinema, è stato bello, poi ti sei perso in un bicchiere d'acqua.
 
facendosi guidare dall'istante

occcchei, perchè non hai il coraggio di dire apertamente che hai fatto le cose a caso, visto che è questa la cosa che mi stai dicendo?
non hai fatto niente di male. Non hai neanche cercato niente di bene. Ok. Avrai in testa degli sviluppi, una storia. Oppure no. E' prematura qualsiasi critica (brutta però la sigaretta, brutta brutta)



In Half-life 2, tu hai una missione: salvare la città, anzi molto di più, il pianeta, i tuoi amici, il tuo culo, la civiltà, da una forza oscura che è sia tecnologica che psicologica (violenta e manipolatrice) da una vera e propria invasione (i contorni sono concetti noti), è estremamente avvincente: ha un livello di dettagli (non parlo [solo] di pixel ma di intuizioni, di cose riprese dalla realtà che il giocatore riconosce fuori dal gioco) veramente immenso come molti videogiochi moderni, che sono davvero spettacolari per il concerto di elementi reali, riconoscibili. Questo ti tiene incollato, insieme ovviamente alla posta in gioco. Le atmosfere sono eccezionali e di una fantasia ricchissima, e stilisticamente impeccabili e ricche di invenzioni. Invenzioni per sembrare reale! Non, al contrario, per fuggire su mondi lontani. I mondi lontani, sono interessanti se c'è qualcosa che in qualche modo li rende vicini, altrimenti se fosse tutta una realtà irriconoscibile, cosa ce ne dovrebbe fregare? verrebbero meno tutti gli stimoli (di giocare come di vedere un film).
Più è reale, più è stimolante. Ci hanno persino costruito i Reality, quelle troiate indicibili per minorati mentali, sul fatto di far sembrare vero quello che non lo è.
Mi frega poco del successo di un prodotto, film o videogioco (a meno che non sia un lavoro mio e in cui credo, ovviamente), non sono un fan di niente e nessuno, però amo e mi diverto moltissimo se sono davanti a qualcosa di così pregnante.
In quanto è denso di significati comprensibili, di cose che, per quanto straordinarie, mi riconducono sempre alla realtà che conosco, al bene da difendere, alla lotta estrema, a me stesso, agli altri.
Persino nell'antidiluviano Age of Empires II, se i miei alleati si ritirano, non mi diverto più e chiudo, perchè sento che diventa un mortorio, qualcosa di finto e fine a se stesso e mi sembra di essere un coglione.
E' solo un esempio. Potrebbe anche essere nell'Africa nera. o ai giardinetti.
Ci vuole sempre il contatto col reale. E' essenziale.
Sono sicuro che mi hai capito.

Via tutta la crew resta l'uomo con la cinepresa e un attore.

anche per me è il modo migliore di lavorare.
Ma non chiamiamolo lavoro - anche se è molto impegnativo - il lavoro è di solito una rottura di cazzo fatta coi piedi per soddisfare qualcuno; qui vogliamo parlare di arte.
fanculo la squadra, l'essenziale serve, il resto è lento, di impiccio, rumoroso, e distrae. Tutti fuori dai coglioni, si segue l'idea. (dov'è finita l'idea? Chi l'ha vista?)

rendo conto che avrei preferito avere i rumori del luogo

Non puoi tornare a registrare i rumori ambientali? o quel giorno c'erano rumori speciali che non ci saranno più?

invece che la musica in sottofondo, la musica aiuta a farti trovare una sensazione ma è troppo presente in questi filmati.

allora forse avevo ricevuto un'atmosfera che tu non volevi farmi ricevere, però mi aveva dato soddisfazione, quasi galvanizzato.
Peccato. Secondo me era una combinazione molto efficace. Ma se volevi esprimere altre cose...

è un pezzo di mezzo di un ipotetico lungometraggio quindi è sicuramente come vedere un pezzo di qualcosa senza ne capo ne coda

Era evidente. non c'è problema. Le potenzialità di questo frammento sono buone, ma devi costruirci una storia sopra. Ingègnati.
Un corto o un lungo, o un pezzo di un lungo che può anche essere considerato a-se-stante, vedi tu...
 
A riguardo invece di nowhere, quello era veramente una ricerca per me in tutti i sensi... un primo titolo era infatti perdersi o cercare qualcosa, ed effettivamente la messa in scena era ideata per fissare un uomo che va a cercare in qualche luogo, forso solo qualche suo pensiero che neppure io so.

Ho capito. Però vedi che alla fine - ed è bello proprio per questo - in un modo o nell'altro un senso c'è. Qualcosa il protagonista lo trova. Forse dentro di se. Forse è migliorato. Forse ha capito, intuito, qualcosa di grande. Anche lo spettatore, alla fine del viaggio, ha trovato.
Noi tutti cerchiamo qualcosa... lo capiamo quando lo troviamo, se è quello che cercavamo o l'ennesimo inganno....

Fidati che la cosa più naturale che viene da pensare, è che abbia trovato; e che trovato davvero quello cercava. Perchè tutti aneliamo a trovare, anche se magari non capiamo neanche cosa. Hai avuto il buon gusto di non rovinare tutto introducendo qualcosa di scarso valore alla fine della ricerca.
Ti immagini come sarebbe scaduto il tutto, se qualcosa di molto basso e stupido e scarso, tipo un distributore di bibite o qualcos'altro di materiale e utilitaristico, avesse preso la parte di questa cosa ignota che lui cerca? Perfino se fosse stata una persona, la cosa cercata e/o trovata - per quanto carino il pensiero - non sarebbe stato abbastanza; ("carino" non può essere abbastanza nell'arte. L'arte ha la possibilità di portarci in alto come poche cose al mondo.)
Invece così resta il mistero, che non esclude nulla ed è di per se cellula di infinito.
Quello che si deve capire, si è capito senza bisogno di spiegare.

Ora però non dire che non era intenzionale perchè ti picchio!

l'idea di poterne fare altri cosi

ma, io lo spero vivamente, e non vedo cosa possa impedirtelo.
Quello che fai mi piace.
Anche quando non mi piace, mi piace.
Anelo.
Anela con me.

penso che attualmente, riuscire a dire qualcosa che non sia falso, sarebbe già un risultato notevole e di tutto rispetto. Non lo considero assolutamente una cosa facile.

Buon lavoro.
non ho più le dita.
 
ho letto tutto, poi riletto.. molto interessante
ora devo solo trovare la forza di risponderti e spiegarmi in alcune cose
in ogni caso scrivi cose molto molto interessanti e che mi hanno fatto riflettere..
rifletto e se ci cavo le gambe ti scrivo.
Maicol
 
bene allora, qualche pensiero, su quanto dici:
prendi i progetti che hai visto per quello che ti hanno dato, inutile pensare che forse avrei voluto i suoni o altro, son progetti finiti, non ci rimetterò mano, anche se potrei con semplicità modificarli, hanno avuto una loro vita e sono finiti cosi.
è bello che tu abbia visto la ricerca in nowhere tu l'hai vista e quindi c'è, ogni cosa è personale e ognuno ha i suoi occhi per vedere, osservare, capire o semplicemente vedere cio che vuole nelle cose.... odio le cose servite, i film dove ti dicono cosa guardare, il film è quello che vedrai tu e anche io non vorrei indicare troppo... non facile.
Per quanto riguarda il resto sul fare e come farlo, ho una personale idea dell'essere creativo che forse non ti addice, non so' mi dirai tu... è che chi crea lo fa in primis per necessità privata e "obbligata", concedimi il termine, da altro, il mondo delle idee trova in questo o quell'artista uno sfogo, un passaggio, e raggiunge il mondo della gente attraverso appunto il proprio autore o artista del caso....
questo te lo dico in relazione ai progetti dove dici possano essere frutto di riprese più o meno casuali o prove, bhe non è cosi, sono il risultato di una serie di cose messe in sequenza, alcune volute con una scelta lucida e precisa, altre arrivate da chissà quale combinazione di eventi, ma comunque catturare e fissate con una scelta... ok qua mi son chiarito, poi ti posso dire invece che un grosso problema che riguarda più o meno tutti gli artisti contemporanei è che rappresentano la cartina tornasole di quello che c'è intorno a loro, assorbono e respirano la società che vivono ...senza voler fare la parte classica dell'emarginato sociale e cadere nei luoghi comuni ti posso dire che spesso mi sento circondato dal nulla, vado al cinema e non ce nulla (figurati che sono arrivato ad apprezzare silverster stallone, ironicamente mi è piaciuto il suo film più del filmetto dei tristi ricordi infantili della sofia coppola che pareva essere "artistico").... comunque dicevo: accendo la tv (quasi mai) e non ce nulla, leggo le notizie non ce nulla, ho 34 anni e vivo in un mondo che non credo possibile, oramai la differenza tra il mondo di demolition man e il nostro è veramente misera, siamo gia oramai a cantare le canzoncine delle pubblicità e a fare della location dello spot del mulino bianco un luogo di culto. per non parlare poi del resto, veline calciatori e chi piu ne ha piu ne metta. (ok un po di luoghi comuni ci sono...), ecco potrei fare un ritratto a questo per poi deprimermi definitivamente e in maniera irrevocabile, no non lo farò.
beh in tutto questo bell'ambientino ammetterai che tirare fuori la tua bella storia con il messaggio positivo non sia facile, soprattutto poi integrando tutta questa necessita espressiva, con un mezzo come il cinema non di facile realizzazione economica, e immagina nel contempo di dover lottare per il lavoro quello della pagnotta... alla fine è veramente una bagno di sangue, prendi esempio da quello di "dal tramonto all'alba" per capirci a livello cinematografico...
In ogni caso continuero' sicuramente a fare quello che faccio e continuerò a inseguire il modo di realizzare un qualcosa come dici tu, di elevare appunto, questo nulla a un qualcosa, pero', lo ammetterai, è una grossa enorme responsabilità... meglio non pensarci. sento che è la direzione giusta ma grazie di avermi ricordato che quello che devo fare è da fare nei confronti degli altri e non solo un gioco, ci proverò...
Maicol
 
A me sonno piaciuti Maicol, bravo e buon lavoro, forse avrei creato un po' piu' di espressione da parte del Carattere, ed ampliato un po di piu' le bellezze intorno agli scenari scelti, specialmente quelle bellissime Montagne, ma comunque, ognuno di noi, possiede un senso dell'arte ben identificato, e ha le proprie idee, quindi non cerco modificare, ma semplicemente esprimere cio' che vedo e sento.
 
grazie Ketch apprezzo il tuo commento.
con Alberto ci siamo fatti prendere la mano a scrivere. e poi penso che il discorso sia andato anche su temi diversi rispetto all'esclusiva critica di questi lavori.
secondo me Alberto ha fatto un intervento più indirizzato al perchè della realizzazione.
ho cercato di trovare qualche risposta.
in ogni caso spero presto di realizzare altre cose e avere anche più possibilità di addentrarmi nelle varie espressioni come dici tu, ma questo penso possa essere riservato ad un lavoro più complesso di questi.
Maicol
 
odio le cose servite, i film dove ti dicono cosa guardare

i film pedanti sono pesanti, non dovrebbe esserci bisogno che chi guarda sia imboccato, se ce n'è bisogno affinchè chi guarda capisca qualcosa vuol dire che: A) già non è chiaro quello che si vuole dire, o B) non si è riusciti a dirlo chiaramente.


, il film è quello che vedrai tu


un film è comunicazione, e se io, volente o nolente, comunico al mio interlocutore (il pubblico), che la nutella mi piace, si , o no, credo di si, un po', ma decisamente no, ma anche si, insomma fai tu... non sto comunicando un bel niente, sto solo straparlando, la mia comunicazione non ha valore per il mio interlocutore e (e non perchè sia questa la sua interpretazione personale, passibile di soggettività, ma percchè, oggettivamente, col mio tentennare e non dire ho fatto solo perdere tempo, ho creato confusione e basta.)

se intendo dire qualcosa, e dunque faccio un film, il risultato definitivo dovrebbe dire qualcosa di comprensibile. Facile o difficile è una questione relativa, ma non il fatto che si dica oppure si parli a vanvera.

un film che parla a vanvera per me non è un film, è un niente.
il niente è niente.
qualcosa è qualcosa.
quindi se dice niente, il suo contenuto è nullo.
e se dice qualcosa, contiene qualcosa.

il vuoto, come può avere valore intrinseco, se non contiene niente?
se non contiene niente, non contiene neanche valore, che pure sarà qualcosa, dunque non vale niente.

se quello che si dice è niente altro che quello che altri vogliono sentire... bè, il suo valore direi che è ancora meno di niente, perchè significa che è una comunicazione il cui contenuto è la prostituzione nei confronti del destinatario del messaggio, un messaggio appunto non solo vuoto, ma addirittura ambiguo, da affabulatore.

non penso ci sia bisogno di ulteriore ambiguità nell'arte attualmente.
prostituzione al pubblico non mi sembra un gran risultato
ma che storie... se vuoi dire qualcosa, dilla. Cosa vuol dire che un film "è quello che vuoi tu..."
la nutella è nutella, è quello che è, non è quello che decido io. Se mi piace mi piace, se non mi piace non piace, che è sto scaricabarile di giudizi...
se uno ti tira un ceffone, eppure lo senti che è un ceffone. Non è assolutamene quello che vuoi tu, una carezza, no no no, è proprio un ceffone, è inutile ingannarsi.

rappresentare cose significa tirare in ballo cose che hanno o possono avere anche valore simbolico, e non esiste che i simboli siano ambivalenti.


se tizio cammina in testa a caio, simbolicamente è una prepotenza di tizio nei confronti di caio, non esiste che sia il contrario, e non esiste che tu o io o mio zio ci vedano quello che vogliono vedere, se sono sani di mente.

chi vede quello che vuole vedere, si dice giustamente che ha gli occhi foderati di pelle di salame.

perchè manca di neutralità, di oggettività, e vede col filtro della sua incapacità di vedere, e quindi non vede un tubo, poichè vede quello che vuole vedere invece di quello che è.

o no?

anche io non vorrei indicare troppo... non facile.

chi dice che devi indicare troppo?
la parola troppo indica già che è qualcosa di sbagliato, che è oltre quello che è giusto, e quindi giusto non è.

Così come è sbagliato dire troppo, è ugualmente sbagliato dire troppo poco.
penso che questo concetto sia inattaccabile, essendo di limpida e totale specularità geometrica.

il linguaggio è fatto di legami e di logica, non di caos, altrimenti non si potrebbe dire niente veramente. una qualche logica deve mantenerla, atrimenti perde la sua funzione, il suo valore, proprio come il valore delle parole di chi parla tanto per parlare, è considerato nullo. potrebbe essere altrimenti?



riguardo al fatto che dire poco non sia facile, non so, può darsi, ma penso che sia comunque più facile parlare tanto per parlare che dire qualcosa di compiuto, preciso, di fare un'affermazione.
Forse è perchè fare un'affermazione implica finalmente un po' di responsabilità, ma ho sentito che vogliono fare una legge per vietare la responsabilità. Che bello, finalmente saremo tutti liberi di fare il cazzo che ci pare, tanto ognuno ci vedrà quello che vuole e quindi nessuno potrà giudicare niente. Chi è qualcuno per giudicare qualcuno? alleluja.
Emettere parole non è sufficiente ad affermare alcun concetto. E' solo linguaggio usato in modo disordinato e inconcludente.

ripeto: se non hai nulla da dire, che lo dici a fare? quello che si dirà sarà un bel giro intorno al nulla.


Per quanto riguarda il resto sul fare e come farlo, ho una personale idea dell'essere creativo che forse non ti addice, non so' mi dirai tu... è che chi crea lo fa in primis per necessità privata e "obbligata"

necessità sì, ma direi "privata" solo nel senso di insopprimibile libera volontà, non di ecessità fine a se stessa, perchè se un artista ha una necessità con lo stesso valore del farsi una sega, è un problema suo, ma nulla di degno di essere divulgato, fino a prova contraria una sega non è un'opera d'arte.

è una necessità di ben altro tipo quella che dovrebbe essere quella di un artista: sta su un altro piano, perchè non è egoistica.
Farsi una sega è una cosa che uno fa per se stesso e nessun altro, non è certo una missione, essendo un atto finalizzato a se stesso, non è arte, è piacere personale.

il vero problema oggi è che si mette in discussione qualsiasi cosa, è il tarlo più distruttivo del mondo. Che cosa sia l'arte, che cosa l'oggettività (sta a vedere che qualcuno avrà una tale fissazione col discutere ogni cosa che arriverà a dire che l'oggettività è relativa. Siamo ben messi.

Allora ogni cosa può essere ogni cosa, tanto non c'è limite
... ma per piacere....

da altro, il mondo delle idee trova in questo o quell'artista uno sfogo

appunto.
Si ma non è uno sfogo egoistico, tipo ho fame o voglio questo, voglio quello. Semmai una LIBERA necessità veramente sentita, uno slancio. Uno slaccio vuol dire aprirsi al mondo, che è in netta contrapposizione col volere per sè. E' un desiderio di dare qualcosa contrapposto al desiderio di prendere qualcosa.
Se lo fai solo perchè il farlo ti dà piacere e basta, allora non stai dando niente, hai semplicemente desiderio di prendere qualcosa per te e consumartelo privatamente; di fatto stai consumando un desiderio per tuo sfizio o gusto o piacere personale, non stai dando un tubo al mondo. E' chiusura.
Quando pensi che fai una cosa perchè ti piace farla, la fai per te stesso, non per altri.
Specularmente, se lo facessi per altri, saresti anzi disposto a rinunciare a un tuo piacere o guadagno, e lo faresti mosso da una tensione aperta verso il mondo, gli altri.
E allora non avresti dubbi, e nemmeno chi riceve la tua opera non ne avrebbe: l'opera avrebbe senso compiuto.



progetti dove dici possano essere frutto di riprese più o meno casuali o prove, bhe non è cosi, sono il risultato di una serie di cose messe in sequenza

in questa frase ti stai arrampicando sugli specchi. Non ho mai detto che tu fai cose a caso - al massimo che alcune lo sembrano - però sei tu stesso a farmelo credere, se la tua spiegazione è questa. "una serie di cose messe in sequenza" non fanno un senso compiuto, e in effetti, non spiegano niente. Sfido qualcuno a risalire a un messaggio che non sia, appunto, nuovamente nebuloso, soggettivo e relativo, insomma ripiegato su se stesso.

alcune volute con una scelta lucida e precisa

ok: quale? per dire cosa?

altre arrivate da chissà quale combinazione di eventi,

appunto. Chissà. Continua a essere vago.

Non stai dicendo niente, se non difendere quello che dici di fare - più ancora di quello che effettivamente fai, che come avevo detto, trovo che il significato, 2 volte su 3, tu l'abbia messo - ma senza argomenti che non siano, a loro volta, talmente soggettivi da essere completamente indimostrabili e da essere solo nella tua testa.
Se è così, perchè dovrebbe interessarmi il tuo mondo, se proprio nel momento in cui ti accingi a comunicare qualcosa, ti chiudi in esso e non tendi la mano a chi pretendi riceva il tuo messaggio? RIpeto: se davvero non vuoi dire niente e non sai cosa dire, allora stai solo spendendo una lettera in bianco, una busta vuota.
Non è assurdo?

ma comunque catturare e fissate con una scelta...

ma quale scelta? Più elogi la vaghezza della personale intuizione senza scendere dal piedistallo di questa pigrizia, più riesci a convincermi che fai le cose per capriccio se non completamente a caso. Stai facendo il possibile per farmi credere che fai tutto a caso, sostenendo che non deve esserci un perchè - questo lo dici tu - ma appena ti rinfaccio questa tua presa di posizione con la limpidezza di uno specchio, tu dici "Non è vero", e ancora una volta senza argomenti, dicendo che c'è un perchè, un ordine, o "chissà quale sequenza di eventi". Grazie al cazzo... scusa l'espressione. Se non lo sai tu, quale sequenza di eventi e combinazioni, non può certo saperlo nessun altro.

ok qua mi son chiarito

uh... s'è visto.
 
un grosso problema che riguarda più o meno tutti gli artisti contemporanei è che rappresentano la cartina tornasole di quello che c'è intorno a loro, assorbono e respirano la società che vivono .

verissimo! ma soprattutto finalmente torni a dire qualcosa di senso compiuto; finalmente stai dicendo qualcosa.
E hai anche, a mio avviso, visto giusto nel definire questo un problema, ovvero: assorbono e risputano passivamente, come altri, senza neanche fregiarsi assolutamente fregiarsi del nome di "artisti", mangiano un prodotto e lo cagano.
Infatti non sono veri artisti, forse non sono artisti affatto.
Giocano con la materia, mangiano sentenze e le ricagano (di segno uguale o opposto, a seconda anche qui più che altro del caso o della loro inclinazione, magari anche temporanea, o moda), mangiano, comprano, bevono, ricevono nelle orecchie, annusano, toccano, materia e la ricagano, sottoforma dei loro giocattoli privati che chiamano opere d'arte ma che in realtà hanno la stessa funzione di un orsacchiotto e di una bambola gonfiabile.
Non sono opere d'arte, ma solo stronzate che parlano di stronzate, prodotti del mondo artificiali nel quale sono immersi ricagati come prodotti che parlano di quel mondo artificiale, spesso senza nemmeno la parvenza dell'intenzione di liberarsene, di tendere verso il mondo vero, non quello artificiale, fatto di altri che ancora non riceveranno nulla, se non ennesime rappresentazioni sempre dello stesso mondo fasullo, infinite immagini della stessa cosa che pure dovrebbe provocare una reazione e invece presso questi non-artisti provoca solo ordinaria digestione e moltiplicazione. In quanto il loro messaggio è nullo. Una busta con dentro una busta.
Una email con scritto "questa è una email".

...senza voler fare la parte classica dell'emarginato sociale

ci terrei a dire che non c'è nulla di classico (intendendo per classico il suo condivisibile significato, cioè quello - se il linguaggio non è un'opinione, e nonostante la distruzione del linguaggio esso non lo è - che intende un qualsiasi dizionario) nell'emarginato sociale associato all'idea presunta dell'essere artista. E' legato semmai alla realtà urbana che promuove il caso eletto a merce spacciata per qualsiasi cosa.
Nel mondo classico, gli artisti non erano emarginati, avevano una funzione quasi suprema nella società, e per questo erano protetti.
E non a caso, il valore e la portata incommensurabile dell'arte antica nelle società classiche, ma anche oltre, fino a noi, si conoscono bene.

comunque naturalmente ho afferrato benissimo quello che intendi dire: ti riferisci a una figura romantica nata appunto in mezzo al lerciume agli albori della civiltà industriale o anche prima, e che si trascina stancamente nelle metropoli, fintantochè non trova davanti a un bivio: se continuare a giocare a fare l'emarginato sociale senza esserlo, (oppure essendolo veramente), o cogliere opportunità di successo offerte da mani calanti interessate e smettere di essere emarginato, continuando tuttavia a giocare invece di fare opere d'arte, per conto di queste mani calanti.

ti posso dire che spesso mi sento circondato dal nulla, vado al cinema e non ce nulla

totalmente d'accordo. La crisi è a tutti i livelli. Quello economico è solo l'ultima conseguenza in ordine sia cronologico (ovvio) che di importanaza, di gravi errori e carenze in cose che stanno a monte.

(figurati che sono arrivato ad apprezzare silverster stallone,

considero cattivi attori solo quelli coi quali non è possibile cavare nulla di valido nemmeno se nelle mani dei migliori registi e nelle migliori storie.
Stallone per me non è uno di questi, perchè secondo me esistono alcuni film validi, retti su di lui, diretto evidentemente bene.

comunque dicevo: accendo la tv (quasi mai) e non ce nulla, leggo le notizie non ce nulla, ho 34 anni e vivo in un mondo che non credo possibile, oramai la differenza tra il mondo di demolition man e il nostro è veramente misera, siamo gia oramai a cantare le canzoncine delle pubblicità e a fare della location dello spot del mulino bianco un luogo di culto.

Assolutamente. Condivisibile, vero.
Forse stiamo arrivando a un punto nodale.
Il risvolto che intendo dire però forse non è quello che pensi, o non esattamente.

(ok un po di luoghi comuni ci sono...), ecco potrei fare un ritratto a questo per poi deprimermi definitivamente e in maniera irrevocabile, no non lo farò.

appunto siamo al nodo con mille direzioni, che poi si riducono a 2, e sono le stesse che ho detto poco fa. Ci siamo appena ricascati:
Lo vedi che neanche a te interessa tanto, esattamente come a me, fare l'ennesimo ritratto a questa irrealtà virtuale? sarebbe l'ennesimo specchio delle sue brame che riflette l'immagine di ciò che è insopportabile... all'infinito.
AL CONTRARIO! Cancellare queste immagini con un colpo di spugna.
E' la cosa più deleteria continuare a fare ritratti al mostro che rifiuti e il suo mondo ciarlatano di balle.

ritornare a ritrarre l'essere, il legame e il mondo vero, cristallino, invece di stare dietro al non-essere e le sue carnevalate continue, autoingannandosi di opporsi mentre si continuando a fargli ritratti o vagando nel vago niente.

beh in tutto questo bell'ambientino ammetterai che tirare fuori la tua bella storia con il messaggio positivo non sia facile

la realizzazione di qualcosa di valido è una cosa non da poco, ma ammetto che scegliere la bella storia che dice qualcosa di vero, piuttosto che accettare a 90 di servire le baggianate d'ufficio è la scelta per me più facile, in quanto l'altra, appunto, non la sopporterei.

i messaggi annichilenti e suadenti del mondo fasullo mi rimbalzano contro.

integrando tutta questa necessita espressiva, con un mezzo come il cinema non di facile realizzazione economica, e immagina nel contempo di dover lottare per il lavoro quello della pagnotta... alla fine è veramente una bagno di sangue,

assolutamente. E' il problema di cui parlavo prima. Un artista oggi è disprezzato e senza alcuna protezione. Sono dei merdosi lo Stato/gli Stati e i privati (che potrebbero fare molto e preferiscono finanziare merda e ancora di più affogare nel lusso che neanche i maiali.

ma questo non significa ancora niente come destino.
Un poeta può dire praticamente con niente, e tuttavia non gli è precluso essere un grande poeta.
Dante ha scritto il suo poema addirittura scappando.

bisogna adeguare quello che facciamo ai mezzi che abbiamo, altrimenti è solo una scusa per non fare la cosa che si dice di voler fare.
Abbassando le pretese di mezzi alla realtà degli stessi, finalmente si può fare. Anche se i mezzi sono prossimi allo zero.
E comunque i mezzi si possono moltiplicare aiutandosi a vicenda.

realizzare un qualcosa come dici tu, di elevare appunto, questo nulla a un qualcosa,

non volevo dire esattamente questo.
anzi l'opposto.
elevare un nulla a qualcosa è come fare Re un topo.
Sarebbe una catastrofe.
Quello che volevo dire, è, semmai, scoprire qualcosa di elevato (non lo decido io cosa è elevato: lo sento, se mi libero di pregiudizi e distrazioni), e cercare di raggiungerlo. Di esserne degno. Di condividerlo. Di diffonderlo. In opposizione al reiterare le immagini fasulle del mondo fasullo che è proprio il peggio che si possa fare.

pero', lo ammetterai, è una grossa enorme responsabilità...

certo che lo ammetto. Proprio per questo la purezza dell'artista (ottenibile solo attraverso l'umiltà e la coscienza) è requisito fondamentale affinchè egli non cada nel lato oscuro della forza. O no????

lo credo che è una grossa responsabilità. Ricordi? dicevo che gli artisti un tempo erano protetti. La riconoscenza era enorme. indiscutibile. E la loro responsabilità per forza di cose immane, vista la posta in gioco: la salvaguardia dei pilastri fondamentali del mondo.
Ecco perchè oggi è invece tutto così vago e fotuttamente innocuo, sembra studiato da mondo fasullo in persona come sua corte che gli fa i complimenti, e anche quando il giullare lo schernisce, in realtà è tutto sotto controllo. La pagliacciata è quasi totale.

... meglio non pensarci

nel senso che è meglio la pillola azzurra? boh. comunque è un'accettazione delle fasullerie a livello di maremma.
e allora non fare l'artista, è troppo un sacrificio.

sento che è la direzione giusta ma grazie di avermi ricordato che quello che devo fare è da fare nei confronti degli altri e non solo un gioco, ci proverò...

accidenti, sei intermittente
 
forse avrei creato un po' piu' di espressione da parte del Carattere, ed ampliato un po di piu' le bellezze intorno agli scenari scelti, specialmente quelle bellissime Montagne, ma comunque, ognuno di noi, possiede un senso dell'arte ben identificato, e ha le proprie idee, quindi non cerco modificare, ma semplicemente esprimere cio' che vedo e sento.

in poche parole, cambieresti questo e quello, ma non modificheresti una virgola.
inoltre, ognuno ha le proprie idee.

non c'è dubbio, purtroppo.
 
Back
Top