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  • Hey all, just changed over the backend after 15 years I figured time to give it a bit of an update, its probably gonna be a bit weird for most of you and i am sure there is a few bugs to work out but it should kinda work the same as before... hopefully :)

3 project from italy

Someone make me notice that I made a small mistake in the equipment description for the shorts

I used this lens Leica Summilux 1.4 35mm, this is a modified leica lens with a nikon ring on it, I have the nikon mount on the Red One. I said leica 1.2 because when you change the ring on this lens you can force the lens to open a little bit more than 1.4, just another step more, like if the lens is 1.2.
Maicol
 
alberto a me mi stai ben simpatico e ti inviterei a scrivere ancora! ti chiedere di fare una riflessione su un altro mio lavoro ben piu lungo e girato in minidv se te la senti...
 
io me la sento.
bisogna però che io trovi il tempo di rilassarmi un po', e in questo periodo stiamo lavorando a un piccolo film.
piccolo, ma il tempo che richede è ugualmente tanto.


volevo chiarire questo punto:

Quote:
facendosi guidare dall'istante

occcchei, perchè non hai il coraggio di dire apertamente che hai fatto le cose a caso, visto che è questa la cosa che mi stai dicendo?
non hai fatto niente di male. Non hai neanche cercato niente di bene. Ok. Avrai in testa degli sviluppi, una storia. Oppure no.

quando dici "farsi guidare dall'istante" intendi dire che non sai che direzione prendere e aspetti che il caso scelga per te, o che hai comunque in mente quello che vuoi dire e improvvisi soltanto per quel che riguarda il modo di dire le cose?
penso che si possa improvvisare anche un'intera scena, a patto che non si perda di vista il fine ultimo, anzi che questa scena che si va cercando porti a quel risultato. (Magari, anzi senz'altro, arricchendo di sfumature. Sempre che arricchire di sfumature - e proprio di QUELLE sfumature e non altre - sia proprio quello che si desidera.

se così non fosse, non vedrei giustificazioni.

penso che la migliore arma per far fuori le ridondanze e le insignificanze, e cioè per poterare a termine qualcosa di senso compiuto e quindi di potenzialmente valido, sia usare lo strumento della sceneggiatura contro se stessi (il se-stesso-scrittore cioè visionario-inventore/idealista-moraleggiatore - ogni storia ha una morale, altrimenti per il cervello è solo un carico di sbobba... non può soddisfare alcun ideale e nemmeno banalmente un normale desiderio di giustizia... e infine il solo stimolo dei sensi (almeno occhi e orecchie) non è abbastanza per il perennemente assetato e fremente animo umano anche quando è calmo... a meno che la funzione di un dato progetto non sia dichiaratamente quello, in modo simile a quel che sono i porno, ma allora sia chiaro che in tal caso sarebbe intollerabile presunzione volerli eleggere a bandiera di libertà piu' di quanto sia giusto, cioè sconfinando dal loro ristretto ambito nel quale nessuno mette in discussione la loro funzione.. e voler ciarlare di qualsiavoglia libertà impugnando un porno è sicuramente una troiata strumentale - mettendosi alla prova, andando a caccia di qualsiasi forma di narcisismo che potremmo essere tentati (dalla parte idiota di noi stessi) di ficcargli dentro.

se una sceneggiatura è perfetta, basta essere anche solo diligenti, e il video riesce a trasmettere quello che ci si era prefissati di trasmettere.

uno può anche divertirsi a seguire il vento. Diventa un fatto privato. Però è facile che lo spettatore non si diverta altretanto.
E' difficile se non impossibile seguire chi non sa nemmeno lui dove sta andando.

Da qualche parte arriverà, ma mentre lui può essersi divertito a perdere tempo, viaggiare e giocare, oppure no... ciò non cambia che lo spettatore, di fatto, sarà rimasto seduto due ore cercando di stargli dietro, e cio non è affatto la stessa cosa.

Certi cosiddetti artisti pretendono ciò, come se ti dicessero "vado a farmi una partita a tennis, tu resta qui, poi ti racconto" e poi tornano e ti raccontano, e pure male. Sai che divertimento, seguire uno che a sua volta segue il vento.
infatti normalmente film fatti con questo disprezzo per il pubblico, fanno molto cagare.
quando esisteva solo il teatro, questo disprezzo per il pubblico, che anzi riceveva dal teatro valida educazione attraverso tragedia e commedia, non era neppure concepibile.

ma siamo nel regno del caos, adesso, e tutto è piu' difficile, pieno di ostacoli assurdi e ti chiedono giustificazioni al fatto di voler fare cose giustificate, e non te ne chiedono alcuna se agisci senza un perchè.

la rappresentazione non è un banale bisogno come mangiare e dormire.
se rappresenti, sei passibile di giudizio. E' normale e giusto.
parlare a vanvera, ripeto, è, nel migliore dei casi, una pericolosa distrazione, che se moltiplicata, porta al caos.
 
uno può anche divertirsi a seguire il vento. Diventa un fatto privato. Però è facile che lo spettatore non si diverta altretanto.
E' difficile se non impossibile seguire chi non sa nemmeno lui dove sta andando.

Da qualche parte arriverà, ma mentre lui può essersi divertito a perdere tempo, viaggiare e giocare, oppure no... ciò non cambia che lo spettatore, di fatto, sarà rimasto seduto due ore cercando di stargli dietro, e cio non è affatto la stessa cosa.

la rappresentazione non è un banale bisogno come mangiare e dormire.
se rappresenti, sei passibile di giudizio. E' normale e giusto.
parlare a vanvera, ripeto, è, nel migliore dei casi, una pericolosa distrazione, che se moltiplicata, porta al caos.


Ciao Alberto
provo a chiarire la mia opionione a riguardo...
personalmente intendevo con "farmi guidare dall'istante" quell'esercizio che, sempre personalmente, mi vede improvvisare una ripresa, ma devo specificare improvvisare:
improvvisare il COME riprendere una cosa: vedere una particolare luce, un punto di vista più efficace, un angolo particolare, un taglio, un modo da riprendere da fotografo insomma, o da "uomo con la cinepresa" che cerca e trova nell'immagine per lui bella un piacere realizzativo. Immagine e fotografia sempre pero' al servizio di un idea. Non intendo farmi guidare dall'istante su COSA riprendere. avere una sceneggiatura e seguirla ma anche solo un idea e seguirla o una riga scritta o una riga in mente e seguirla è il motore necessario ad ogni movimento, ad ogni pulsione realizzativa. non credo sia possibile non avere nulla in mente e farsi venire le cose seguendo l'istante nell'idea, il lavoro ne risulterebbe a mio avviso completamente inconsistente.
Poi c'è un altro piano da valutare ed è quello del QUANDO, quando si cementa la VERA idea da seguire?? tu pensi che a pianificare una sceneggiatura in un luogo che non sia quello delle riprese e in un altro momento, che a fare storiboard e animatic, pensi in questo modo di arrivare più vicino a quello che era per te la prima idea, la pulsione primaria che ti fa muovere per realizzare qualcosa??? ho visto e partecipato purtroppo a progetti perfettamente pianificati che sono stati devoti alla pianificazione e soprattutto devoti a quello che era dall'inizio nell'idea e cioe' una perfetta pianificazione che girava intorno ad un nulla.... ed è quello che è stato ripreso, ed è quello che è presente nel risultato finale...
quindi apertamente mi trovo d'accordo con te sulla impossibilità di ricorrere il vento ma ti vorrei partecipe del mio intendere le cose e cioè che forse il vento da rincorrere ce lo possiamo creare prima e avercelo ben in mente e poi rincorrerlo.

Comunque tu mi parli spesso delle responsabilità dell'autore verso il pubblico e verso la necessita di tornare ad una rappresentazione rispettosa di chi la riceve..... alla fine oggi non trovo che ci siano tante possibilità di sostenere chi vorrebbe fare del cinema o creare una rappresentazione e il risultato finale sono autori che si fanno i cazzi loro, tanto a nessuno è fregato di metterli in condizione di creare qualcosa per comunicare e quindi alla fine se lo fanno per se, l'ho sentito dire tante volte....... potrebbe essere questo un punto, il punto di degenero egoistico per la situazione negativa autore-opera-pubblico di cui parli. non la prendere come un modo per non essere responsabili di cio' che si fa ma piuttosto come un analisi di ciò che è la situazione attuale in tanti casi.
alla fine ti pagheranno per produrre merda e merda produrrai... oppure per te farai qualcosa che ti piacerà ma non credo che lo farai tenendo in considerazione chi ti ha costretto a produrre merda....
in generale l'artista egoista se è veramente capace di produrre qualcosa che mi sembra grande ma che magari non ho completi strumenti per destrutturare e digerire lo salvo assolutamente. il problema si presenta se dopo che mi sono fornito di strumenti, scavo nella sua opera e non trovo nulla...
 
in tal caso, come ho già detto, va bene.

mi premeva solo ruttare tutta la mia netta e fuckante opposizione all'idea di fare le cose senza una direzione, senza un concetto di fondo, nei casi in cui poi si pretenda che gli altri comuni mortali paghino tributo al "genio".

"Genio" viene normalmente chiamato:

A) chi è effettivamente irraggiungibile dagli altri (proprio in quanto genio), oppure

B) lo stronzo idiota di regime di turno (e per regime intendo sia un regime, sia un regime nel regime, che del maggiore si nutre o nel maggiore trova giustificazione per se), il ditruttore che viene chiamato genio da una banda di marci che conta, per fornire di nomi e facce l'ideologia che supportano e che a sua volta supporta loro.


Non vorrei dire "senza una tesi", soprattutto ma non esclusivamente, per il motivo che se lo facessi, se usassi la parola tesi, so che avrei già qualche topo sciolto a discutere il diritto mio o di chicchessia - sono sicuro, sempre nel nome della libertà toale che ivi mortificherebbero e calpesterebbero senza problemi, giacchè alzare la voce in modo demagogico è la cosa che piu'preme gli invasati qualunquisti che non hanno mai abbastanza di nulla e meno che mai sentono la vergogna del loro spropositato e becero orgoglio che vede nella maialaggine dell'individuo principio e fine di ogni cosa e che quindi per conseguenza, ne sono arci-sicuro, lo so, è così, si vede quotidianamente, è una bestia feroce che dovrebbe stare sottoterra questo demone, questo concetto deformato e strumentale della libertà - e non ho voglia di discutere con topi sciolti.

ecco, mi è piaciuto infiocchettare, alla maniera dei cialtroni decadenti che usano fare del barocco per puro calcolo di convenienza, il mio pensiero, che non è mio, non è solo mio, è inattaccabile proprio perchè non è altro che un attacco al pensiero individuale e soggettivo e corrotto tipico dei geni presunti e degli "artisti" funzionali solo a se stessi, che devono giustificare il nulla con il diritto del nulla a verificarsi, addirittura lavorando affinchè si verifichi, cosa che, va da sè, per i non-subnormali, è abominevole o almeno ridicola.

adesso mi viene da parlare da stronzo, toccando questi argomenti, da forbito vecchio cazzone in pantofole.
Come vedi, è una malattia, e si finisce per sporcarsi le mani e diventare ampollosi o almeno retorici, quindi di conseguenza anche falsi, anche solo a combattere lo schifo dello stato della cultura contemporanea, uno stato mefitico in cui tutti hanno tutti i diritti di fare porcate, ma nessuno ha diritto di criticare, nel nome della libertà, strumentalizzata a fin di male - al fine dei porci comodi individuali - e per ovvia conseguenza speculare, nel nome della massima censura - la censura di chi parla contro tali pseudo-libertà.

Chissà se Michelangelo, per scolpire al meglio le sue sculture, si prendeva tante libertà o farneticava di libertà, o se al contrario si tuffava anima e corpo, con sacrificio immenso, nell'opera?

il distacco dal modo di pensare antico e quello moderno è evidente.
Quello che ha meno rispetto del prossimo e non disciplina, è quello che prende più libertà di tutti, questo è sicuro.

e comunque quello di cui sto parlando non si tratta di vere libertà, mi inchinarsi al gusto, al caso, al vizio o all'interesse.


ben diverso è, come fai tu, semplicemente e con modestia, aspettare l'ispirazione, e le idee sulle modalità di esecuzione.
Inoltre tu, umilmente e lodevolmente, invece di innalzarti da solo a rango di artista, chiedi agli altri la loro opinione sui suoi lavori.
resta solo da trovare il centro di gravità - giusto e non uno presunto e a caso e comodo - e il bisogno cocente, e quindi agire con forza per realizzare il sogno di soddifare questo bisogno importante.

Anche svagarsi, purchè in modo sano, è un bisogno importante.
l'ozio è sacro. Di una sacralità non suprema, certo, ma è pur sempre sacro, e il suo immaginario e la sua realizzazioni e la sua idealizzazione, sono una cosa più che seria.


altro argomento: tu fare una bella inquadratura con una bella luce.
per me questo modo di pensare ha un significato spurio.
bella luce per cosa? per dire cosa?
se dico una cosa con una bella luce, la cosa che dico è più valida?
non è affatto detto, anzi a volte è vero il contrario.
Se il cinema si riduce a retorica fatta per immagini, anzichè a valore per immagini, ci sputo sopra.

Se un film di pierino fosse fotografato con le immagini suggestive e i punti di vista vertiginosi di apocalypse now, probabilmente sarebbe una porcata, e un fallimento della sua funzione anche importante di film leggero ma sano, divertente, dissacrante ma non blasfemo (dissacrante su una scuola del cavolo e anche ipocrita, perchè non possono pretendere di insegnare matematica a qualcuno sbattendogli una fica in faccia, cosa che invece la scuola fa anche, e quindi è una scuola malfatta eccetera, e nello stesso tempo sarebbe, se non un diritto, sicuramente salutare sbattere una fica in faccia a uno studente, onde evitargli di pensare erroneamente che la vita sia solo studio pedante e rotture di cazzo, chiudere il becco e obbedire alla boiate emesse da mummie indegne - cosa che invece purtroppo sta avvenendo proprio oggi che non ci sono più nè pierino nè fantozzi a far ridere di certe cose... ecco che l'ozio e il divertimento leggero, purchè non campato in aria ma anzi con regole e finalità sempre valide, può mantenere bene il baricentro di tante cose, e infatti oggi, mancando quelle cose, tutto è così maledettamente preso sul serio... di fatto oggi manca la comicità, ma il pianeta tende a diventare un città di piccoli orgogliosetti e schifosetti, di adulti infantili e giovani spaesati che "seguono il loro istinto"... in reatà seguono le cazzate che hanno per la mente, appiccicate con lo sputo perchè cultura non ne hanno, non hanno la terra sotto i piedi.


Immagine e fotografia sempre pero' al servizio di un idea.
E lo credo bene.

non credo sia possibile non avere nulla in mente e farsi venire le cose seguendo l'istante nell'idea, il lavoro ne risulterebbe a mio avviso completamente
inconsistente.

dici bene.
Per contro, non basta certo pescare un'idea nel mare e farci un film - perchè questo film sia valido.
Per quanto riguarda il mettere in piedi un'idea, foss'anche presa da un fatto veramente accaduto, se questa idea ha le radici non nel suolo come dovrebbero, ma per altra, poniamo un albero cresciuto orizzontalmente sul pilastro di un ponte di cemento.... quelle non sono radici, quell'albero, per quanto faccia tenerezza, non ha il diritto di stare lì, quell'idea è infondata, avvitata su se stessa, il suo centro di gravità è già un artificio, un compromesso, uan convenienza o un mezzo dell'uomo per ottenere qualcosa, dunque è falsa.

Chi vive in una metropoli invivibile, non può pretendere di vivere in modo sano.
se la sua vita luui la fa dipendere dal suo ospite mostruoso, è solo normale che se muore l'ospite muoia anche lui.
giusto o sbagliato nell'ambito relativamente, è comunque sbagliato nell'ambito assoluto.
la non purezza non può reclamare giustizia più di tanto.

si fotta, il cinema.
deve cambiare.

tu pensi che a pianificare una sceneggiatura in un luogo che non sia quello delle riprese e in un altro momento, che a fare storiboard e animatic, pensi in questo modo di arrivare più vicino a quello che era per te la prima idea

no. Io non penso nulla. Per me questi sono pensieri già un po' avvitati su se stessi.
Penso solo che attualmente manchino storie che aiutino l'uomo e la sua coscienza, anzi mi sembra che si facciano film perchè non si sa più dove sbattere la testa.
Film con le tesi più disparate, e film che non significano nulla.
mi sembra che la principale motivazione sia quella di rappresentare, a prescindere dal cosa, e soprattutto che l'ideologia sottostante sia sempre una sola, oggi: la libertà ad ogni costo. (Cosa peraltro sia impossibile, che ostacolata dallo stesso sistema che sembra promuoverla).
Pochi film di quelli di questi decenni saranno ricordati secondo me, nel futuro. Perchè uan volta passata l'estica di moda, i temi cari e bollenti a questo periodo storico, la gente se ne fotterà allegramente.
E' sempre successo quando si sta troppo attaccati all'attualità, a ll'immaginario collettivo (io direi più che altro, massmediatico, che non è esattamente la stessa cosa, ma non è questo il punto) di un'poca: appena superato, l'opera sparisce.
Rimane solo il danno, che è sempre lo stesso: la corsa frenetica a un preciso domani, attraverso un alterato oggi.

ancora una volta, si fottano gli artisti.
trovo più intelligenti i benzinai, pur nell'idiozia della puzza malsana di benzina.
alla fine fanno meno danno loro.
meglio ladro che regista col culo nell'attualità e che però la usa per suo interesse per traghettare l'immaginario collettivo nell'attualità successiva, sempre più pregna di artificio e lontana da qualsiasi cosa di sensato, giusto, vero.
presto si rifiuterà il concetto di sensato, giusto, vero, con tanto di inquisizione, me lo sento.
 
forse il vento da rincorrere ce lo possiamo creare prima e avercelo ben in mente e poi rincorrerlo.

trovo assolutamente necessaria la chiarezza di linguaggio.
Se non ci si capisce più, tutto il male è possibile, ogni cosa può essere spacciata per ogni cosa, e creduta essere qualsiasi cosa, fino all'estremo di "credere ciò che ci pare", che è di per sè un'assurdità e una contraddizione.
Credo che se mi bevo due litri di latte gelato, mi cagherò liquido addosso in 5 minuti. E sono scemo se "credo" una cosa diversa.
Se credo che bevendomi due bottiglie di frullato di carne marcia mi sentirà meglio, invece di vomitare le mie stesse budella, sono un rincoglionito non internazionale... ma intercontinentale.
credere a qualcosa è un fatto libero e inalterabile a meno di volersi autoingannare.
Anzi, anche autoingannandosi non si può non continuare a credere quello che si crede.
Credere a quello che non si crede è una contraddizione diretta e basta.

per rincorrere il vento non capisco cosa intendi.
Se parli in modo letterale, rincorrere il vento è divertente, sia con la vela che che a piedi.
Non mi è chiaro cosa intendi per crearti il vento per rincorrerlo.
I piacere della vita e le soddisfazioni e le regole della vita non me le creo, non è possibile crearsele.
Non quelli autentici, almeno.
 
alla fine oggi non trovo che ci siano tante possibilità di sostenere chi vorrebbe fare del cinema

verissimo. Diciamo pure che oggi non c'è un cazzo di niente.
e infatti non è una bella situazione, nè per il cinema nè per il teatro.
Se pensi che persino nel teatro, ma ormai da anni, ci si mette a fare cagate che nulla hanno a che fare col teatro, ma più col luna park... e non è detto che la cosa paghi di più... il problema è che andavano a teatro o anfiteatro infinitamente di più i contadini di 2 mila anni fa che i popoli tecnologizzati di adesso.
E non è che essere tecnologizzati fino al buco del buco aiuti molto neppure il cinema.
Mio papà diceva che ai suoi tempi era normale andare al cinema 3 volte a settimana.
E, aggiungo io, nonostante il biglietto costasse molto meno, incassava molto di più. dico il cinema in generale, non solo i soliti blockbuster e i soliti 4 gatti nostrani. Per gli altri, il cinema è diventato un'insulto alla miseria. Altro che arte.

e il risultato finale sono autori che si fanno i cazzi loro
infatti. non è solo colpa loro.
Però in buona parte si, perchè si chiudono nei loro mondi di cui agli altri giustamente non frega un cazzo, e a me, poi, meno che meno.
Gli autori tagliano i ponti col mondo, che il mondo tagli i ponti con loro è appena giusto.
E forse in questo modo fa anche loro del bene. Così si svegliano e magari si mettono a cercare l'ombelico del mondo, invece di perdersi nei dettagli del nulla e nei meandri di una psiche intorpidida, inconsistente, vacua, capricciosa e prossima alla morte.

l'unico problema è che per dire grandi boiate e grandi vacuità i soldi ci sono sempre.
L'unica consolazione è che ci vengono risparmiate quelle minuscole.

cinema = mafia

la distribuzione dov'è?
dov'è la concorrenza tra le sale? tra i distributori? tra le produzioni?

quando mai un film piccolo concorre contro un film grosso? in italia?? mai.
lo si gambizza alla partenza perchè non nuocia. non viene proprio distribuito niente a meno che non sia cugino di questo e quello.
è un affare di famiglia.

ma non è una buona scusa per non fare film fichissimi ugualmente.
Con una Red, un treppiede anche solo minimamente stabile, qualche attore bravo, e una storia che valga la pena di essere raccontata, che abbia un po' di valore (valore condivisibile ovviamente, non basta che uno stordito che conta o l'autore stesso si prenda una fissazione con quel film)

se lo fanno per se
frase massimamente equivoca:
se lo fanno per se può voler dire due cose:

A) ce lo facciamo per noi perchè la distribuzione è talmente incerta o improbabile che non so chi potrà mai vederlo
(in tal caso è un problema spostato a valle, ma può restare a monte il problema del finanziamento, non essendoci un ritorno... e "si sa" che non ci sarà un ritorno... anche se uno ci spera sempre...)

B) lo faccio per me nel senso che faccio letteralmente quel che mi pare, senza disciplina nè nel creare la storia, nè nel realizzarla. Come se fosse un bisogno fisico. Senza rendere conto a nessuno, manco ai miei occhi e alla mia intelligenza.
Giro un film come se cazzeggiassi al bar.

e in effetti la casistica è varia.
I casi di film "fatti per sè" rientrano in entrambi i casi.
Nel primo caso, dispiace.
nel secondo, no.

il punto di degenero egoistico per la situazione negativa autore-opera-pubblico di cui parli. non la prendere come un modo per non essere responsabili di cio' che si fa ma piuttosto come un analisi di ciò che è la situazione attuale in tanti casi.
io non la prendo, dico solo che ci sono casi meritevoli ma tagliati fuori dalla grana ingiustamente, e altri giustamente in quanto comunque non meritano.

vedere una mostra di fotografie di un bravo artista può valere la pena, vedere una mostra delle foto mediocri delle vacanze mediocri di un pirla qualunque, no.

In italia siamo però al punto che le foto mediocri delle vacanze professionali di un pirla qualunque baciato dal sistema sono messe in mostra, le foto artistiche di un bravo artista non baciato dal sistema và già di culo riesce a mostrarle lui stesso inseguendo i passanti.

in italia poi sono pecore a tutti i livelli.
Forse non tanto quanto vogliono farci credere - è facile dirlo quando tanto non c'è concorrenza e le possibilità non sono date - ma comunque son pecore in tanti.

tutti fanno le stesse cose.
occidentali fino al midollo. tra poco eiaculano anche tutti contemporaneamente.

alla fine ti pagheranno per produrre merda e merda produrrai... oppure per te farai qualcosa che ti piacerà ma non credo che lo farai tenendo in considerazione chi ti ha costretto a produrre merda....

allora buttiamoli fuori a calci in culo da qualsiasi fondo questi produttori di merda che costringono tutti a produrre merda col ricatto secondo il quale se non produci merda non produci niente.
e decuplichiamo questo fondo e distribuiamolo in parti uguali a mille volte il numero di persone.
A volte una differenza di 10mila euro e se è per questo anche di 100 euro, fa la differenza tra un film buono ma sfigatello e un film buono e perfettamente riuscito.
Assurdo mandare a puttane un film perchè mancavano i soldi per la scena più importante.
mentre poi si buttano milioni in produzioni a dir poco dubbie, e che oltretutto spesso sono comunque soldi buttati nel cesso perchè nelle sale non recuperano i soldi spesi, e anche se li recuperano rimangono dei film-stronzate.

non la prendere come un modo per non essere responsabili

ci ho ripensato. La prendo proprio in questo modo, invece: irresponsabili.

Davvero, vorrei sapere quanti registi che si apprestano a dirigere la loro minchiatella, pensano davvero alla loro responsabilità a livello culturale di quello che stanno facendo.
A prescindere da budget, dimensioni.
la coscienza secondo me non è neppure interpellata per un secondo.
Ognuno fa quello che vuole fare, o al limite, che può fare. E basta.
A me questo non basta.


in generale l'artista egoista se è veramente capace di produrre qualcosa che mi sembra grande ma che magari non ho completi strumenti per destrutturare e digerire lo salvo assolutamente.

io l'egoista lo butto a mare. L'artista egoista? che può fare mai di buono. Fa i suoi porci comodi. Dovrei applaudirlo?
A prescindere dal fatto che ci manca solo più che innalziamo gli egoisti a modello. Artisti o meno.
Un artista deve DARE, e non perdere troppo tempo a pensare di prendere.

non provocarmi, che già dovrei bocciare tutti senza appello.
già sono occupato a censurare a me stesso nell'arte le concessioni inutili che la parte smidollata e abissale di me perdonerebbe tranquillamente, anzi vorrebbe mettere a palate. Pensa che schifo sarebbe, e dire che, come schifo, dovrebbe bastare quello che c'è.

ma che magari non ho completi strumenti per destrutturare
se l'artista non si sta arrampicando sugli specchi, le cose importanti da dire e ribadire nella vita, sono di semplici e di facile comprensione anche per un bambino di intelligenza appena considerata normale.
Non c'è poi tanto da sofisticare, se non si vuole rischiare di mancare completamente il bersaglio.

il problema si presenta se dopo che mi sono fornito di strumenti, scavo nella sua opera e non trovo nulla...
appunto.
chi parla difficile è tipico di chi vuole incantare gli altri per fragarli.
dalla notte dei tempi la gente ha sempre avuto sospetto e rifiutato chi è arrivato parlando in modo eccessivamente complicato (o, per lo stesso motivo, eccessivamente semplicistico per allettare e nascondere secondi fini).

ritornare alla base.
il più possibile.
 
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