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  • Hey all, just changed over the backend after 15 years I figured time to give it a bit of an update, its probably gonna be a bit weird for most of you and i am sure there is a few bugs to work out but it should kinda work the same as before... hopefully :)

RED in Italy (anche ma bella Roma)

Michael Mann gira con una Viper. Non l'ho mai usata ma la sola idea di portarmi dietro una batteria di hdd e aggrovigliarmi fra i cavi mi fa ridere. E questo bidone costa un ciulo. D'accordo, è già uscita un po' d'anni fa, ma figuriamoci se Michael Mann non ha i soldi per comprarsi dieci Red One come ridere, se volesse. Si vede che per òui va bene così. Se si trova bene lui, che problema c'è?
guarda sta foto http://www.imdb.com/media/rm3714484224/nm0000520
non riesco a capire se è una viper o una sony, ma pazienza.
E un mattebox ridotto all'osso come quello, un rigattiere te lo assembla mentre gli scappa da ridere, perchè in verità non c'è bisogno di essere rigattieri ma anche un ragazzino è in grado di piegare una lamierina attorno a un bastoncino e velocemente, così su due piedi, troverebbe anche il modo di ancorartelo. Brutto quanto vuoi, ma se mi da fastidio il sole, io non arrivo neppure a tanta sofisticazione, e se la camera non si muove, te lo paro con la mano. Su richiesta, ci faccio anche l'effetto veneziane con le dita.
Penso abbia girato in sony. Ma comunque non è una questione di sole, quello è il minimo, è una questione di filtri.
I filtri servono tantissimo: gli nd, i pola, con la red, anche gli infrarossi a volte, sono degli strumenti indispensabili. Io non sono un dp ma lavoro spesso con vari dp e tutti usano i filtri, sono fondamentali per l'immagine. La red poi non ha nd interni, quindi uno come li regge i filtri? Col mattebox.
Poi, ripeto, uno può fare delle bellissime cose anche senza, menzionavo il Dv perchè è stato l'inizio della rivoluzione digitale, Von Trier c'ha fatto dei film splendidi (a te non piaceranno ma a me e a molti altri sì), ma se la fotografia deve essere curata servono gli strumenti. Anche se giri con una red, ma non hai filtri, luci, bandiere e quant'altro, la fotografia può venire bene ma non altrettanto bene come se avessi tutto il necessario per contenere e dosare la luce.
 
Quoto solo per chiarire che non ho fatto nomi specifici in pubblico prima che Luca facesse il suo. Quindi fatti suoi se si è esposto in prima persona e poi ci ha ripensato.
Giusto per chiarire.
Non ho capito perchè ci avrei ripensato....
 
Eh si vede che tu di cinema te ne intendi...come di arte...

faccio finta che tu non l'abbia detto per prendermi in giro, ma anzi che lo pensi veramente, e ti ringrazio.
Però ti sbagli. Non me ne intendo molto, al massimo me la cavo.
Non vedo neanche tanti film, spece ultimamente. Vedo sempre volentieri film della commedia italiana degli anni d'oro. film italiani da metà anni 80 fino ad adesso non mi interessano, non mi dicono niente, mi sembra che abbiano perso, oltre ormai a tutti i più bravi attori (rimane ancora Giannini), anche quegli sceneggiatori sagaci, acuti e acutissimi, talvolta burloni, che sapevano dire cose vere sull'uomo, attraverso osservazione dell'uomo contemporaneo nelle sue follie, manie, in situazioni anche paradossali ma in realtà dicendo cose vere e importanti, e tuttavia, al contrario di oggi - mi riferisco all'insopportabile (per me) atteggiamento cattivamente e noiosissimamente polemico, fazioso o con pretese di distaccamento che forse mi infastidisce ancora di più perchè mi sembra ignavia diplomatica al 100%, eccetera - riuscivano e neanche in modo forzato, grazie a tutto un mondo tecnico e artistico che funzionava benissimo, a dire cose di tale portata ma con una finezza o in altri casi con una forza, mai fuori luogo, ma non per questo cecamente limitata a un'epoca e una condizione: parlavano sì soprattutto della società - un po' meno della natura, ma pur sempre più di adesso, che sembra ormai del tutto cancellata dalle carrellate dell'arte, da un'"arte" intrisa ormai quasi esclusivamente di riferimenti artificiali e sofisticazione sociale - però lo facevano in un modo che parlavano davvero a tutto il mondo di tutte le epoche. Questo perchè, giustamente, sapevano rifarsi a temi veramente eterni, come il concetto di uomo, di uomo nella società, di uomo nella natura, dei vari ruoli che i vari elementi del mondo hanno sempre avuto e avranno sempre, insomma ancora una volta ha funzionato perchè si rivolgeva non tanto alle beghe e alle personali interpretazioni di chicchessia su argomenti selezionati, soffocantemente circoscritti, pagliuzze sommamente distraenti dalle travi di quello che si stava compiendo, cioè le trasformazioni della società che l'hanno portata fino a dove si trova adesso, coi suoi problemi sempre più folli, con un'umanità sempre più in preda a manie, paure, ambizioni, sempre più capricciosa e instabile. Scusate se è poco...
 
Perche' ti ha dato fastidio il mio "comportamento".
Bastava che tu non dicessi niente, non mi interessava proprio tirarti in mezzo, come te ci sono altri che fanno questi prezzi assurdi, il mio era un discorso quindi rivolto al "sistema".
Per te sono assurdi, per altri lo standard.
 
Contro il sistema non puntare una red.
Con 24mila euro ti prendi cinque Ak-47 ed una manciata di crystal meth contro la timidezza del primo appuntamento. Se non te la senti di fare il front man opta per qualcosa di esplosivo, il Semtex a Praga lo vendono davanti alle scuole.
Per una lista di obiettivi (militari, non ottici) sono sicuro che Alberto Caprioglio è in grado di suggerirtene una lunga lista ma fermalo ai primi dieci e agisci.
Good luck and happy shooting.
p.
 
Non dico che questo porti molti guadagni all'autore o al regista ma comunque porta visibilità e, a mio avviso, creare il proprio pubblico è essenziale per un regista.

Luca, però secondo me questo è un anche un problema, che deriva dal precedente (che era la possibilità negata ai poveri diavoli di guadagnare due lire dai loro film, poichè i grossi si pappano tutto e non lasciano neanche le briciole, grazie al sistema di distribuzione con cui sono culo e camicia, e che temo non sia neanche del tutto vero che, pur di guadagnare il massimo, non guardi in faccia a nessuno. Guarda eccome: se non è da culo, la respingono. Altrimenti non si spiegherebbe la distribuzione, tutt'altro che rara, di film che non guadagnano un ceppa, eppure stanno lì, li proiettano in sale dove non andrà nessuno; si ostinano anche a stampare i manifesti, quasi come a volersi mettere alla berlina ed esaltarsi allo stesso tempo, "io, ennesimo film del cazzo e insignificante, sto qui, proiettato in 'X' sale, pubblicato, con qualche critico importante che per dovere slinguante scrive qualche edificante banfata su di me, e tu pippaiolo, che ti ammazzi e ti scervelli per fare un bel film, non trovi un cane che cacci un centesimo nella produzione, figuriamoci distribuirlo").

Ecco arrivo al nucleo del problema in questione:
Se l'autore e il regista, come dici giustamente tu, non guadagnano, ma "almeno" ci ricavano visibilità, allora bisogna chiedersi quale sia il fine ultimo.
La visibilità non è certo il fine ultimo, ma è in vista della carriera. Ma che significa esattamente?

Il fine ultimo, mi chiedo, è arrivare finalmente alle ciabatte di un produttore grosso, per eseguire il compitini a casa?
Quando cavolo avrà modo di esprimere l'arte come sa fare lui? (sempre che sia un artista e non un leccapiedi. In tal caso, va benissimo così).
E' permesso fare film, una volta arrivati e avuta finalmente la necessaria visibilità cui molti agognano, o si entra nella fase di eseguire diligentemente la nuova pappa pronta / rivelazione del cinema nazionale? Incarnare lo spirito del momento, il vento in poppa fra le poppe dei produttori? Questo sarebbe la vetta massima raggiungibile?
 
come fai a fare un film con 2 schede

Luca, è solo un po' scomodo, non impossibile. Dipende da che lavoro si deve fare. Per certe cose che richiedono pochi take facili e sicuri, può essere sufficiente. Comunque implica che ci sia un portatile per scaricare in continuazione.
Poi c'è chi preferisce le card agli hdd. Anche io le preferisco. Certo soltanto 2 sono un po' poche, per un lavoro lungo, se ci sono solo quelle e senza Red drive. Siamo d'accordo.
 
dal punto di vista dei noleggiatori quello che interessa è:
conoscere e valutare i fattori, diretti e indiretti, che influenzano "la domanda"

scolasticamente si definiscono diretti:

Il prezzo del bene acquistato;
Il prezzo dei beni complementari e succedanei;
Il reddito del consumatore;
Le aspettative soggettive dei consumatori;
Il costo del denaro;
L'elasticità o la rigidità della domanda;
Bisogni del consumatore


hai ragione ma in definitiva si fa più alla svelta e si va direttamente a:

1) Qual'è la sua quotazione reale (come noleggio). Partiamo da quel prezzo.
Ci sono condizioni particolari? aggiungo, sottraggo...

2) Poi, una breve verifica che il prezzo del nuovo non sia assurdamente vicino al prezzo del noleggio che, va da sè, se è super prolungato nel tempo, non conviene più a nessuno, ne al noleggiatore nè al cliente. Ma per fortuna, i tempi normali di un film rientrano perfettamente nella convenienza di entrambe le parti, se i prezzi sono normali e non gonfiati.
Questo constatazione serve solo a verificare che non siamo completamente fuori strada.

E qui si può anche scoppiare a ridere in alcuni casi.
Ma se è tutto ragionevole e decente (o viceversa se il cliente è così prepotente e ha pretese così fastidiose e contemporaneamente non gli frega niente di buttare i soldi perchè tanto non paga lui, che si merita un prezzo salato), penso si possa passare al punto 3

3) i dettagli che possono fare una differenza (che differenza? bò? di qualche tipo, eventuale):
Siamo sicuri di aver calcolato tutto, anche le voci di spesa indirette e meno evidenti, i casini, i paramenti di culo, i casi speciali, i mal di testa, il clima, i dubbi (e i dubbi costano)

4) va bè, mi ispira fiducia? Il lavoro al quale sono chiamato, non devo dimenticarlo, a realizzare insieme ad altri, è una porcheria di cui mi vergogno e che non condivido, o ha le carte in regola e lo faccio volentieri?
Se è tutto a posto si parte.

che siano diretti o indiretti, ci metto più tempo a tradurre le parole in significati che a usare la calcolatrice.

Le esigenze del cliente e le blablazioni le ficco nell'equazione in 5 secondi. Il resto è matematica e limature. Ci posso ficcare dentro di tutto, sia come valori positivi che negativi, se ci sono.
E se devo cambiare tutto perchè ho sbagliato o perchè è cambiato qualcosa, lo cambio.
 
Luca, è solo un po' scomodo, non impossibile. Dipende da che lavoro si deve fare. Per certe cose che richiedono pochi take facili e sicuri, può essere sufficiente. Comunque implica che ci sia un portatile per scaricare in continuazione.
Poi c'è chi preferisce le card agli hdd. Anche io le preferisco. Certo soltanto 2 sono un po' poche, per un lavoro lungo, se ci sono solo quelle e senza Red drive. Siamo d'accordo.
Dipende dal tempo. Io adoro le schede, ma con 2 è veramente poco fattibile. Nel senso che puoi rischiare che finisci di girare con una e l'altra la stai ancora scaricando sul portatile. Dopo un pò i card reader si scaldano e possono rallentare. Il minimo è 3 schede, ma sei a rischio comunque; a meno che non ci sia del tempo, nel senso che tutta la troupe aspetta quei 2/3 minuti (su un set sono un'infinità) che la scheda finisca di scaricarsi. Io non posso permettermi di far aspettare 2 minuti la gente con cui lavoro.
Se uno ha tempo non c'è problema, se sei in una produzione "normale" dove ogni secondo sono soldi devi cercare di essere il più efficiente possibile nel minore tempo possibile.
 
I filtri servono tantissimo: gli nd, i pola, con la red, anche gli infrarossi a volte, sono degli strumenti indispensabili. Io non sono un dp ma lavoro spesso con vari dp e tutti usano i filtri, sono fondamentali per l'immagine.

permettimi di contraddirti, partendo anche da una tua dichiarazione semi-giusta: gli infrarossi... "indispensabili"? tu stesso dici "a volte". Ma non dimenticare che tutti i filtri possono essere indispensabili... a volte. E altre volte assolutamente no.
Dipende dai casi. Parliamo di ND: a me i filtri, o meglio l'ingombro di mattebox + filtri, danno fastidio, per me sono solo un peso per la camera a mano e in spalla, e anche sul treppiede non li amo, non mi servono, preferisco usare il diframma, che nell'occhio umano è fatto proprio per questo e in teoria anche nelle lenti. Se proprio devo, ma che dico "devo"... - chi mi obbliga? - ... "voglio" usare un certo diaframma estremo, sparo più o meno luce sulla scena, e se ancora non mi basta o non mi va, regolo l'otturatore (sento già qualcuno piagnucolare ma mi interessa assai poco, i risultati sono sempre buoni, e poi dipende anche dall'azione. Il regista o DP che piange per un otturatore leggermente più svelto del solito in scene dove tutti si muovono lenti come pachidermi, a me fa solo ridere, e magari fino alla settimana prima filmava in PAL a 50 semiquadri interlacciati, ma teme un otturatore adeguato alla luce - la Red arriva fino a non so quanti millesimi di secondo, mica per niente), e se ancora 3 opzioni non fossero sufficienti, entra in gioco la quarta opzione, diminuire la sensibilità della camera. le regolazioni in camera, coi pulsanti dedicati e il joystick sono molto più veloci che montare e smontare filtri con incrementi di una pulce per volta.
Quindi i filtri sono indispensabili per alcuni, non nel senso che se non li hanno, la scena non si può fare o viene male, ma semplicemente che se la fanno sotto. A me non importa niente, sono loro che sono limitati e lenti ad operare, e come economia non la trovo efficiente perchè stanno ore a mettere e togliere filtri, aprire e chiudere il portafiltri, aprire e chiudere il flightcase.
Altri invece li preferiscono ad altre soluzioni, e va benissimo.
Altri se ne fregano dei filtri, e va benissimo. Forse anche meglio.

In ogni caso a voler davvero ridurre all'osso, bastano:
1) una sceneggiatura tosta, che abbia un senso compiuto, e possibilmente in grado di tradursi in un film interessante, anzi bello, anzi buono, insomma fate voi.
La sceneggiatura giusta

2) Un regista in gamba
camera, batterie o alimentazione, qualche lente

3) attori idonei e ubbidienti e capaci e volenterosi
e basta. Questo è l'indispensabile per fare un film.

Tutti i film comprendono questi punti.
Nessuno di questi punti credo sia eliminabile.

giusto?
 
Se uno ha tempo non c'è problema, se sei in una produzione "normale" dove ogni secondo sono soldi devi cercare di essere il più efficiente possibile nel minore tempo possibile.

Luca, sono totalmente d'accordo. Però poi la maggiori perdite di tempo arrivano da altri fattori, molto più umani. Con ritmi normali, si fa forse più veloce a scaricare una card che a riempirla, quindi in teoria anche solo con 2, avendo un addetto che scarica continuamente sul computer, penso si possa riuscire a lavorare senza perdite di tempo derivate da questo. Ma nella realtà, ogni meccanismo si inceppa anche se non dovrebbe a causa del numero e dell'intrecco dei fattori.
Ma ripeto, posso perdere qualche minuto in un passaggio di card a causa di cattiva organizzazione. Poi gli attori o l'ambiente o la fatalità fanno perdere mezza giornata perchè la scena non funziona.
Se i mezzi sono scarsi, si fa con quello che si ha. E pace.
 
Luca, sono totalmente d'accordo. Però poi la maggiori perdite di tempo arrivano da altri fattori, molto più umani. Con ritmi normali, si fa forse più veloce a scaricare una card che a riempirla, quindi in teoria anche solo con 2, avendo un addetto che scarica continuamente sul computer, penso si possa riuscire a lavorare senza perdite di tempo derivate da questo. Ma nella realtà, ogni meccanismo si inceppa anche se non dovrebbe a causa del numero e dell'intrecco dei fattori.
Ma ripeto, posso perdere qualche minuto in un passaggio di card a causa di cattiva organizzazione. Poi gli attori o l'ambiente o la fatalità fanno perdere mezza giornata perchè la scena non funziona.
Se i mezzi sono scarsi, si fa con quello che si ha. E pace.
Sai, finchè sono gli attori a perder tempo in molti set non c'è problema, invece se la macchina ci mette 40 secondi ad accendersi, se la scheda ci mette un minuto e mezzo in più a scaricarsi, se a settare il menù della macchina ci metti più di 20 secondi ecc. iniziano a dire che si perde tempo...
 
permettimi di contraddirti, partendo anche da una tua dichiarazione semi-giusta: gli infrarossi... "indispensabili"? tu stesso dici "a volte". Ma non dimenticare che tutti i filtri possono essere indispensabili... a volte. E altre volte assolutamente no.
Dipende dai casi. Parliamo di ND: a me i filtri, o meglio l'ingombro di mattebox + filtri, danno fastidio, per me sono solo un peso per la camera a mano e in spalla, e anche sul treppiede non li amo, non mi servono, preferisco usare il diframma, che nell'occhio umano è fatto proprio per questo e in teoria anche nelle lenti. Se proprio devo, ma che dico "devo"... - chi mi obbliga? - ... "voglio" usare un certo diaframma estremo, sparo più o meno luce sulla scena, e se ancora non mi basta o non mi va, regolo l'otturatore (sento già qualcuno piagnucolare ma mi interessa assai poco, i risultati sono sempre buoni, e poi dipende anche dall'azione. Il regista o DP che piange per un otturatore leggermente più svelto del solito in scene dove tutti si muovono lenti come pachidermi, a me fa solo ridere, e magari fino alla settimana prima filmava in PAL a 50 semiquadri interlacciati, ma teme un otturatore adeguato alla luce - la Red arriva fino a non so quanti millesimi di secondo, mica per niente), e se ancora 3 opzioni non fossero sufficienti, entra in gioco la quarta opzione, diminuire la sensibilità della camera. le regolazioni in camera, coi pulsanti dedicati e il joystick sono molto più veloci che montare e smontare filtri con incrementi di una pulce per volta.
Quindi i filtri sono indispensabili per alcuni, non nel senso che se non li hanno, la scena non si può fare o viene male, ma semplicemente che se la fanno sotto. A me non importa niente, sono loro che sono limitati e lenti ad operare, e come economia non la trovo efficiente perchè stanno ore a mettere e togliere filtri, aprire e chiudere il portafiltri, aprire e chiudere il flightcase.
Altri invece li preferiscono ad altre soluzioni, e va benissimo.
Altri se ne fregano dei filtri, e va benissimo. Forse anche meglio.

In ogni caso a voler davvero ridurre all'osso, bastano:
1) una sceneggiatura tosta, che abbia un senso compiuto, e possibilmente in grado di tradursi in un film interessante, anzi bello, anzi buono, insomma fate voi.
La sceneggiatura giusta

2) Un regista in gamba
camera, batterie o alimentazione, qualche lente

3) attori idonei e ubbidienti e capaci e volenterosi
e basta. Questo è l'indispensabile per fare un film.

Tutti i film comprendono questi punti.
Nessuno di questi punti credo sia eliminabile.

giusto?
Concordo a livello narrativo ma non fotografico. A Reducation (e uno degli insegnanti è Ted, uno dei creatori della red) consigliano di non cambiare gli ASA e di tenerli a 320. E di lavorare col diaframma e con i filtri. Prendiamo una comunissima sony dv, hdv, xdcam. Quando sei in esterni con molta luce ti segnala di mettere il filtro ND, tu sposti una levetta e hai messo il filtro (e anche quello della sony è un filtro in vetro). La red non ha quest'opzione, è una cinepresa digitale, devi mettere un filtro ND davanti alla lente con un portafiltri (un mattebox). Puoi anche girare senza filtro, certo, e recuperare in post con un risultato più che accettabile ma ti garantisco che col filtro e poi regolando l'immagine in post il risultato è molto più piacevole, organico e bello.
E poi ti dico che se lavori con uno dei direttori della fotografia di Bertolucci che "piagnucola"per avere un filtro magari qualche problema te lo fai :smile:
 
che siano diretti o indiretti, ci metto più tempo a tradurre le parole in significati che a usare la calcolatrice.

Le esigenze del cliente e le blablazioni le ficco nell'equazione in 5 secondi. Il resto è matematica e limature. Ci posso ficcare dentro di tutto, sia come valori positivi che negativi, se ci sono.
E se devo cambiare tutto perchè ho sbagliato o perchè è cambiato qualcosa, lo cambio.[/QUOTE]

abbi pazienza alberto caprioglio, se devi proprio rispondere fallo in modo che anche i meno dotati, come me, possano trarne qualche profitto.

s'è capito che tu hai compreso tutto di tutto, ma intanto che l'umanità lo viene a sapere e si fa portare in grembo da te, non esporre (troppo) chi frequenta questo posto al lume della tua ragione.
o meglio, non esporci me.

(e se potessi, neanche in modo indiretto)
in quanto depositario della verità dovresti sapere che l'eccesso di presenza e la supponenza descrivono un modo poco rispettoso di portare una discussione.

non serve che ti abbassi a rispondere.
 
Sai, finchè sono gli attori a perder tempo in molti set non c'è problema, invece se la macchina ci mette 40 secondi ad accendersi, se la scheda ci mette un minuto e mezzo in più a scaricarsi, se a settare il menù della macchina ci metti più di 20 secondi ecc. iniziano a dire che si perde tempo...

Lo so ma infatti mentre la camera piano piano si accende, altri dovrebbero fare altre cose, così lo spreco inevitabile di 40 secondi, rimane limitato a 40 secondi, e anche se dovesse ripetersi 10 volte al giorno, sono poi solo 400 secondi, nulla di tremendo... invece che 40 secondi x 10 che diventano 4000...
 
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