Thread: RED in Italy (anche ma bella Roma)

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  1. #511  
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    come fai a fare un film con 2 schede
    Luca, è solo un po' scomodo, non impossibile. Dipende da che lavoro si deve fare. Per certe cose che richiedono pochi take facili e sicuri, può essere sufficiente. Comunque implica che ci sia un portatile per scaricare in continuazione.
    Poi c'è chi preferisce le card agli hdd. Anche io le preferisco. Certo soltanto 2 sono un po' poche, per un lavoro lungo, se ci sono solo quelle e senza Red drive. Siamo d'accordo.
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  2. #512  
    Senior Member Alberto Caprioglio's Avatar
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    dal punto di vista dei noleggiatori quello che interessa è:
    conoscere e valutare i fattori, diretti e indiretti, che influenzano "la domanda"

    scolasticamente si definiscono diretti:

    Il prezzo del bene acquistato;
    Il prezzo dei beni complementari e succedanei;
    Il reddito del consumatore;
    Le aspettative soggettive dei consumatori;
    Il costo del denaro;
    L'elasticità o la rigidità della domanda;
    Bisogni del consumatore

    hai ragione ma in definitiva si fa più alla svelta e si va direttamente a:

    1) Qual'è la sua quotazione reale (come noleggio). Partiamo da quel prezzo.
    Ci sono condizioni particolari? aggiungo, sottraggo...

    2) Poi, una breve verifica che il prezzo del nuovo non sia assurdamente vicino al prezzo del noleggio che, va da sè, se è super prolungato nel tempo, non conviene più a nessuno, ne al noleggiatore nè al cliente. Ma per fortuna, i tempi normali di un film rientrano perfettamente nella convenienza di entrambe le parti, se i prezzi sono normali e non gonfiati.
    Questo constatazione serve solo a verificare che non siamo completamente fuori strada.

    E qui si può anche scoppiare a ridere in alcuni casi.
    Ma se è tutto ragionevole e decente (o viceversa se il cliente è così prepotente e ha pretese così fastidiose e contemporaneamente non gli frega niente di buttare i soldi perchè tanto non paga lui, che si merita un prezzo salato), penso si possa passare al punto 3

    3) i dettagli che possono fare una differenza (che differenza? bò? di qualche tipo, eventuale):
    Siamo sicuri di aver calcolato tutto, anche le voci di spesa indirette e meno evidenti, i casini, i paramenti di culo, i casi speciali, i mal di testa, il clima, i dubbi (e i dubbi costano)

    4) va bè, mi ispira fiducia? Il lavoro al quale sono chiamato, non devo dimenticarlo, a realizzare insieme ad altri, è una porcheria di cui mi vergogno e che non condivido, o ha le carte in regola e lo faccio volentieri?
    Se è tutto a posto si parte.

    che siano diretti o indiretti, ci metto più tempo a tradurre le parole in significati che a usare la calcolatrice.

    Le esigenze del cliente e le blablazioni le ficco nell'equazione in 5 secondi. Il resto è matematica e limature. Ci posso ficcare dentro di tutto, sia come valori positivi che negativi, se ci sono.
    E se devo cambiare tutto perchè ho sbagliato o perchè è cambiato qualcosa, lo cambio.
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  3. #513  
    Senior Member Luca Immesi's Avatar
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    Luca, è solo un po' scomodo, non impossibile. Dipende da che lavoro si deve fare. Per certe cose che richiedono pochi take facili e sicuri, può essere sufficiente. Comunque implica che ci sia un portatile per scaricare in continuazione.
    Poi c'è chi preferisce le card agli hdd. Anche io le preferisco. Certo soltanto 2 sono un po' poche, per un lavoro lungo, se ci sono solo quelle e senza Red drive. Siamo d'accordo.
    Dipende dal tempo. Io adoro le schede, ma con 2 è veramente poco fattibile. Nel senso che puoi rischiare che finisci di girare con una e l'altra la stai ancora scaricando sul portatile. Dopo un pò i card reader si scaldano e possono rallentare. Il minimo è 3 schede, ma sei a rischio comunque; a meno che non ci sia del tempo, nel senso che tutta la troupe aspetta quei 2/3 minuti (su un set sono un'infinità) che la scheda finisca di scaricarsi. Io non posso permettermi di far aspettare 2 minuti la gente con cui lavoro.
    Se uno ha tempo non c'è problema, se sei in una produzione "normale" dove ogni secondo sono soldi devi cercare di essere il più efficiente possibile nel minore tempo possibile.
    Luca Immesi | Filmmaker, Director, Red specialist, Editor, Colorist
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  4. #514  
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    I filtri servono tantissimo: gli nd, i pola, con la red, anche gli infrarossi a volte, sono degli strumenti indispensabili. Io non sono un dp ma lavoro spesso con vari dp e tutti usano i filtri, sono fondamentali per l'immagine.
    permettimi di contraddirti, partendo anche da una tua dichiarazione semi-giusta: gli infrarossi... "indispensabili"? tu stesso dici "a volte". Ma non dimenticare che tutti i filtri possono essere indispensabili... a volte. E altre volte assolutamente no.
    Dipende dai casi. Parliamo di ND: a me i filtri, o meglio l'ingombro di mattebox + filtri, danno fastidio, per me sono solo un peso per la camera a mano e in spalla, e anche sul treppiede non li amo, non mi servono, preferisco usare il diframma, che nell'occhio umano è fatto proprio per questo e in teoria anche nelle lenti. Se proprio devo, ma che dico "devo"... - chi mi obbliga? - ... "voglio" usare un certo diaframma estremo, sparo più o meno luce sulla scena, e se ancora non mi basta o non mi va, regolo l'otturatore (sento già qualcuno piagnucolare ma mi interessa assai poco, i risultati sono sempre buoni, e poi dipende anche dall'azione. Il regista o DP che piange per un otturatore leggermente più svelto del solito in scene dove tutti si muovono lenti come pachidermi, a me fa solo ridere, e magari fino alla settimana prima filmava in PAL a 50 semiquadri interlacciati, ma teme un otturatore adeguato alla luce - la Red arriva fino a non so quanti millesimi di secondo, mica per niente), e se ancora 3 opzioni non fossero sufficienti, entra in gioco la quarta opzione, diminuire la sensibilità della camera. le regolazioni in camera, coi pulsanti dedicati e il joystick sono molto più veloci che montare e smontare filtri con incrementi di una pulce per volta.
    Quindi i filtri sono indispensabili per alcuni, non nel senso che se non li hanno, la scena non si può fare o viene male, ma semplicemente che se la fanno sotto. A me non importa niente, sono loro che sono limitati e lenti ad operare, e come economia non la trovo efficiente perchè stanno ore a mettere e togliere filtri, aprire e chiudere il portafiltri, aprire e chiudere il flightcase.
    Altri invece li preferiscono ad altre soluzioni, e va benissimo.
    Altri se ne fregano dei filtri, e va benissimo. Forse anche meglio.

    In ogni caso a voler davvero ridurre all'osso, bastano:
    1) una sceneggiatura tosta, che abbia un senso compiuto, e possibilmente in grado di tradursi in un film interessante, anzi bello, anzi buono, insomma fate voi.
    La sceneggiatura giusta

    2) Un regista in gamba
    camera, batterie o alimentazione, qualche lente

    3) attori idonei e ubbidienti e capaci e volenterosi
    e basta. Questo è l'indispensabile per fare un film.

    Tutti i film comprendono questi punti.
    Nessuno di questi punti credo sia eliminabile.

    giusto?
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  5. #515  
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    Se uno ha tempo non c'è problema, se sei in una produzione "normale" dove ogni secondo sono soldi devi cercare di essere il più efficiente possibile nel minore tempo possibile.
    Luca, sono totalmente d'accordo. Però poi la maggiori perdite di tempo arrivano da altri fattori, molto più umani. Con ritmi normali, si fa forse più veloce a scaricare una card che a riempirla, quindi in teoria anche solo con 2, avendo un addetto che scarica continuamente sul computer, penso si possa riuscire a lavorare senza perdite di tempo derivate da questo. Ma nella realtà, ogni meccanismo si inceppa anche se non dovrebbe a causa del numero e dell'intrecco dei fattori.
    Ma ripeto, posso perdere qualche minuto in un passaggio di card a causa di cattiva organizzazione. Poi gli attori o l'ambiente o la fatalità fanno perdere mezza giornata perchè la scena non funziona.
    Se i mezzi sono scarsi, si fa con quello che si ha. E pace.
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  6. #516  
    Senior Member Luca Immesi's Avatar
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    Luca, sono totalmente d'accordo. Però poi la maggiori perdite di tempo arrivano da altri fattori, molto più umani. Con ritmi normali, si fa forse più veloce a scaricare una card che a riempirla, quindi in teoria anche solo con 2, avendo un addetto che scarica continuamente sul computer, penso si possa riuscire a lavorare senza perdite di tempo derivate da questo. Ma nella realtà, ogni meccanismo si inceppa anche se non dovrebbe a causa del numero e dell'intrecco dei fattori.
    Ma ripeto, posso perdere qualche minuto in un passaggio di card a causa di cattiva organizzazione. Poi gli attori o l'ambiente o la fatalità fanno perdere mezza giornata perchè la scena non funziona.
    Se i mezzi sono scarsi, si fa con quello che si ha. E pace.
    Sai, finchè sono gli attori a perder tempo in molti set non c'è problema, invece se la macchina ci mette 40 secondi ad accendersi, se la scheda ci mette un minuto e mezzo in più a scaricarsi, se a settare il menù della macchina ci metti più di 20 secondi ecc. iniziano a dire che si perde tempo...
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  7. #517  
    Senior Member Luca Immesi's Avatar
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    permettimi di contraddirti, partendo anche da una tua dichiarazione semi-giusta: gli infrarossi... "indispensabili"? tu stesso dici "a volte". Ma non dimenticare che tutti i filtri possono essere indispensabili... a volte. E altre volte assolutamente no.
    Dipende dai casi. Parliamo di ND: a me i filtri, o meglio l'ingombro di mattebox + filtri, danno fastidio, per me sono solo un peso per la camera a mano e in spalla, e anche sul treppiede non li amo, non mi servono, preferisco usare il diframma, che nell'occhio umano è fatto proprio per questo e in teoria anche nelle lenti. Se proprio devo, ma che dico "devo"... - chi mi obbliga? - ... "voglio" usare un certo diaframma estremo, sparo più o meno luce sulla scena, e se ancora non mi basta o non mi va, regolo l'otturatore (sento già qualcuno piagnucolare ma mi interessa assai poco, i risultati sono sempre buoni, e poi dipende anche dall'azione. Il regista o DP che piange per un otturatore leggermente più svelto del solito in scene dove tutti si muovono lenti come pachidermi, a me fa solo ridere, e magari fino alla settimana prima filmava in PAL a 50 semiquadri interlacciati, ma teme un otturatore adeguato alla luce - la Red arriva fino a non so quanti millesimi di secondo, mica per niente), e se ancora 3 opzioni non fossero sufficienti, entra in gioco la quarta opzione, diminuire la sensibilità della camera. le regolazioni in camera, coi pulsanti dedicati e il joystick sono molto più veloci che montare e smontare filtri con incrementi di una pulce per volta.
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    Altri se ne fregano dei filtri, e va benissimo. Forse anche meglio.

    In ogni caso a voler davvero ridurre all'osso, bastano:
    1) una sceneggiatura tosta, che abbia un senso compiuto, e possibilmente in grado di tradursi in un film interessante, anzi bello, anzi buono, insomma fate voi.
    La sceneggiatura giusta

    2) Un regista in gamba
    camera, batterie o alimentazione, qualche lente

    3) attori idonei e ubbidienti e capaci e volenterosi
    e basta. Questo è l'indispensabile per fare un film.

    Tutti i film comprendono questi punti.
    Nessuno di questi punti credo sia eliminabile.

    giusto?
    Concordo a livello narrativo ma non fotografico. A Reducation (e uno degli insegnanti è Ted, uno dei creatori della red) consigliano di non cambiare gli ASA e di tenerli a 320. E di lavorare col diaframma e con i filtri. Prendiamo una comunissima sony dv, hdv, xdcam. Quando sei in esterni con molta luce ti segnala di mettere il filtro ND, tu sposti una levetta e hai messo il filtro (e anche quello della sony è un filtro in vetro). La red non ha quest'opzione, è una cinepresa digitale, devi mettere un filtro ND davanti alla lente con un portafiltri (un mattebox). Puoi anche girare senza filtro, certo, e recuperare in post con un risultato più che accettabile ma ti garantisco che col filtro e poi regolando l'immagine in post il risultato è molto più piacevole, organico e bello.
    E poi ti dico che se lavori con uno dei direttori della fotografia di Bertolucci che "piagnucola"per avere un filtro magari qualche problema te lo fai
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  8. #518  
    che siano diretti o indiretti, ci metto più tempo a tradurre le parole in significati che a usare la calcolatrice.

    Le esigenze del cliente e le blablazioni le ficco nell'equazione in 5 secondi. Il resto è matematica e limature. Ci posso ficcare dentro di tutto, sia come valori positivi che negativi, se ci sono.
    E se devo cambiare tutto perchè ho sbagliato o perchè è cambiato qualcosa, lo cambio.[/QUOTE]

    abbi pazienza alberto caprioglio, se devi proprio rispondere fallo in modo che anche i meno dotati, come me, possano trarne qualche profitto.

    s'è capito che tu hai compreso tutto di tutto, ma intanto che l'umanità lo viene a sapere e si fa portare in grembo da te, non esporre (troppo) chi frequenta questo posto al lume della tua ragione.
    o meglio, non esporci me.

    (e se potessi, neanche in modo indiretto)
    in quanto depositario della verità dovresti sapere che l'eccesso di presenza e la supponenza descrivono un modo poco rispettoso di portare una discussione.

    non serve che ti abbassi a rispondere.
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  9. #519  
    Senior Member Alberto Caprioglio's Avatar
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    Sai, finchè sono gli attori a perder tempo in molti set non c'è problema, invece se la macchina ci mette 40 secondi ad accendersi, se la scheda ci mette un minuto e mezzo in più a scaricarsi, se a settare il menù della macchina ci metti più di 20 secondi ecc. iniziano a dire che si perde tempo...
    Lo so ma infatti mentre la camera piano piano si accende, altri dovrebbero fare altre cose, così lo spreco inevitabile di 40 secondi, rimane limitato a 40 secondi, e anche se dovesse ripetersi 10 volte al giorno, sono poi solo 400 secondi, nulla di tremendo... invece che 40 secondi x 10 che diventano 4000...
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  10. #520  
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    pardon, volevo dire 400. Ma sì, anche 4000, se no gli imprevisti dove li mettiamo?
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